"...per comunisti intendo la gente comune, che crede in un ideale e ha creduto nella possibilità di un benessere steso, come una coperta calda, su ogni uomo, donna e bambino." Luca B.

domenica 25 dicembre 2011

Che bel Natale per le famiglie di Samb e Diop

 (anche se sono musulmane e del Natale se ne strafottono)
Visto il simbolo, mi stanno doppiamente sui coglioni!
 IL CASO
La figlia contro CasaPound

"Non usate il nome di mio padre"


L'erede del poeta americano Mary de Rachewiltz ha avviato un procedimento contro il gruppo di estrema destra romano per l'utilizzo del cognome del genitore Ezra Pound

La figlia del poeta Ezra Pound ha avviato un procedimento legale contro il gruppo di estrema destra Casapound per l'uso improprio del nome di suo padre. Lo scrive il quotidiano britannico The Independent.
Mary de Rachewiltz, 86 anni, vive in un castello nel nord Italia e ha studiato a Firenze. Ed è proprio dopo il 13 dicembre, quando Gianluca Casseri, simpatizzante e frequentatore di Casapound, ha ucciso due senegalesi nel capoluogo toscano che ha deciso di andare fino in fondo. "E' stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Un'organizzazione compressa politicamente come questa non ha nessun diritto di usare il nome di Pound", ha detto. Un rappresentante del gruppo di estrema destra ha risposto che la figlia del poeta americano non ha motivi per contestare il nome.
Protagonista della poesia americana e inglese nei primi del Novecento, Pound si trasferì in Italia e lì sviluppò una passione per Benito Mussolini arrivando persino a difenderlo alla radio durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1945, Pound fu catturato dagli americani, giudicato malato di mente e internato in un ospedale criminale di Washington  (La Repubblica 25 dicembre 2011)


Pound non era certo una personcina da frequentare. Era dichiaratamente antisemita e fu un intellettualoide al servizio del Fascismo e del Nazismo. Quindi, questi poveri dementi che gli anno intotolato la loro associazione a delinquere, non hanno fatto nulla di strano; se il cosiddetto poeta fosse vivo, aderirebbe con piacere a questa bella iniziativa. Non si capisce, allora,  l'indignazione della figlia. Forse perchè un esponente del gruppo ha sparato ai due "negri", mettendo in pratica un'azione che sarà stata auspicata e invocata centinaia di volte dagli adepti del clan? Ricordiamoci che il Pound era a favore del genocidio, in nome della Razza Ariana.
Purtroppo siamo in Italia, paese con la memoria molto, ma molto, corta. Ci sono esseri, che si dichiarano apertamente fascisti, che sono al comando della Nazione. Leggete l'ANSA qui sotto, è da raccapriccio.

(ANSA) – ROMA, 5 APR – Un disegno di legge costituzionale che abolisce la norma della Costituzione che vieta ‘la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista’ e’ stato presentato al Senato, il 29 marzo, dal senatore del Pdl Cristiano De Eccher (Pdl). Co-firmatari sono gli altri senatori del Pdl Fabrizio Di Stefano, Francesco Bevilacqua, Giorgio Bornacin, Achille Totaro e il senatore Fli Egidio Digilio.


Se fossimo un Paese, appena, appena, normale, non ci sarebbe bisogno che la figlia di Pound si indignasse.
Basterebbe applicare la costituzione ed il codice penale, e di questi bastardi ne sentiremmo riparlare tra trent'anni. "Apologia del fascismo" è un reato previsto dal codice. Noi cittadini abbiamo l'obbligo di denunciare qualsiasi tentativo di sovvertire l'ordine democratico ereditato, il 25 aprile, dalle forze partigiane di liberazione. Se non ce la sentiamo di fare una denuncia  in prima persona, rivolgiamoci alla sede dell' Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (ANPI), più vicina, e chiediamo assistenza.
L'odio razziale che viene dalle frange estremiste della destra, Lega compresa, arma la mano di pazzi invasati come il Casseri. Chissà quanti Casseri ci sono, che stanno per esplodere, nei vari circoli fascisti.
Di oggi la notizia di un indiano, sequestrato, derubato e picchiato per motivi razzisti, a Patti nel messinese. Ma questa è cronaca giornaliera in ogni provincia italiana. La deriva razzista e xenofoba del vecchio governo, non ha certamente aiutato l'integrazione. Il Paese Italia è cambiato. Solo le teste di cazzo non cambiano mai. 

giovedì 15 dicembre 2011

Il ricatto del defunto

È inutile, non ce la faremo mai a liberarci di Berlusconi. Lo butti fuori dalla porta e rientra dalla finestra. Ora tiene sotto scacco il governo Monti, con la questione del voto di fiducia. Nessuno gli può toccare le sue frequenze. Prima ha arricchito il fratello Paolo con i decoder, ora si è regalato le frequenze del digitale. Per quanto riguarda i decoder: i miei li ho pagati €19,90 l'uno. Funzionano perfettamente e, seppur mi girano le palle perchè la televisione mi andava bene com'era, diciamo che ho speso (relativamente) poco. Perchè allora quando, anni fa, il governo Berlusconi mise in testa alla gente che il digitale sarebbe arrivato da un momento all'altro, i decoder costavano €300,00 di cui 150 li abbiamo messi noi come Stato e metà i cittadini che hanno abboccato. Quindi, Paolo Berlusconi con questa manovra di suo fratello Premier, si è messo in tasca un'esagerazione di soldi rubati. Sì, rubati. Se non sono scemo un decoder da 20 euro venduto a 300 è un furto, legalizzato, ma sempre furto è. Adesso c'è il contributo di 50 euro per le persone anziane; cinquanta euro dello Stato per un prodotto da 20?
Questo modus operandi ha contraddistinto tutto l'iter politico di Berlusconi Silvio e, a quanto pare, non è ancora finito. Per fortuna c'è ancora qualcuno che si oppone ai ricatti ed al malaffare di questo individuo. Lasciamo stare Casini, che è genero di Caltagirone, ovvero ha sposato la figlia del "mammasantissima", ma il PD? Bersani? Zitto!!! Anzi si incazza con chi si ribella a quest'ennesima violazione della legalità. Le aste per le frequenze devono essere fatte! Sono soldi nostri, che il sig. Berlusconi si è messo in tasca. Questo governo è ostaggio di quelli che c'erano prima, che schifo!
Ah, già! Oggi la lega ha votato per l'arresto di Romano. Ma non aveva votato contro, pochi giorni fa? È vero c'è l'anno duro! Il cervello, naturalmente.

giovedì 8 dicembre 2011

Vaticanocrazia

Qual'era la manovra più semplice per trovare fondi? Togliere l'ottopermille! Tagliare i fondi alle scuole private o, come le chiamano loro, parificate. Invece questo governo, in cui tutti avevamo riposto le speranze, colpisce i lavoratori e le loro pensioni.
NON CI SIAMO!
Io non sono laureato alla Bocconi, ma come si può pensare di rimettere l'Italia in carreggiata, colpendo i ceti più poveri. Io l'ICI o IMU che dir si voglia la posso anche pagare, è una tassa proporzionale, giusta, chi ha di più, paga di più; MA LA DEVE PAGARE ANCHE LA CHIESA!
Poi sapendo che ci sono persone che prendono pensioni da 40.000 Euro, vedi Cirino Pomicino, non era giusto mettere un tetto alle pensioni dello Stato? 2.000-2.500 Euro non sono più che sufficenti? Bisogna slegare il versamento dei contributi, dalla pensione. Un lavoratore deve versare i contributi che consentono di pagare le pensioni, ma indipendentemente dallo stipendio, dovrebbe maturare una percentuale per ogni anno di lavoro, fino ad un massimo come quello indicato prima. Se uno per tutta la vita ha preso 30.000 Euro mensili, buon per lui; ma in pensione ci va con una cifra determinata dagli anni lavorati. Se vuole una pensione più alta, se la fa privata, con qualche cacchio di finanziaria. Anzi aggiungerei che i lavori usuranti dovrebbero avere un coeficente maggiore, per dire: ogni anno, maturano un anno e un mese. Allora accadrebbe che un lavoratore con 30 anni di servizio  potrebbe scegliere di andare in pensione con una cifra decente, liberando un posto di lavoro e non gravando sulla comunità più di tanto. Anzi il lavoratore avrebbe una pensione da spendere e il giovane che ha preso il suo posto, avrebbe uno stipendio. Quindi due persone coi soldi in tasca, che possono fare acquisti, questo rimetterebbe in moto l'economia.
Invece il Cardinal Monti ce l'ha messo in culo, anche se in maniera più elegante di Berlusconi.
(Ripeto: a Palazzo Chigi meglio di Berlusconi , anche la moglie del Pacciani!) 

martedì 15 novembre 2011

Andiamo oltre

Se n'è andato! Il pedoporconano si è dimesso, ma non è finita come avrei voluto. Mi sarebbe piaciuta l'Auto da fè, con tanto di quemadero fumante. Peccato, è andata così!
Ora, rimosso (per il momento) questo cancro della democrazia, c'è poco da festeggiare. Una battaglia è vinta, ma la guerra è ancora lunga. È il momento di aprire gli occhi e guardare al di fuori di questi, limitanti, confini italiani. È sorto un organismo europeo, che deve attirare il nostro interesse. Ne parla Monia Benini su Il Punto TV. È un video piuttosto lungo, ma vi prego di seguirlo fino in fondo, così saprete come investire 125miliardi di Euro, provenienti dalle italiche tasche.  


mercoledì 9 novembre 2011

Droga negli studi

Avete sentito la notizia? Chi l'avrebbe mai detto? Io pensavo che, almeno il mondo dello spettacolo, fosse estraneo a questa piaga. Povero innocente, m'ingannavo.

Droga negli studi di Mediaset In arresto tredici spacciatori

Cocaina e hashish negli studi di Mediaset. In manette tre tecnici che spacciavano negli uffici: "Una rete conclamata e ripetuta nel tempo". L'azienda è parte lesa

di Sergio Rame – Da " Il Giornale" dell' 8 novembre 2011, 14:24

Cocaina e mondo dello spettacolo. Ma se gli spacciatori sono dipendenti della stessa emittente televisiva, ecco che il mix diventa a dir poco esplosivo. Proprio questa mattina sono scattate le manette per tredici persone, arrestate dai carabinieri del nucleo investigativo di Milano.
Nell’ambito dell’inchiesta sullo spaccio di droga sono state effettuate ben dodici ordinanze di custodia cautelare in carcere e un arresto in flagranza di reato. Di questi tre sono dipendenti degli uffici Mediaset di Cologno e Segrate.
"Si trattava di una rete di spaccio al minuto, gli arrestati si procuravano la droga all’esterno, cocaina e hashish, per poi spacciarla anche all’interno degli uffici Mediaset", spiega Antonino Bolognani comandante del nucleo investigativo dei Carabinieri di Milano. A detta degli inquirenti Domenico Molle, milanese già arrestato per spaccio nel '98, e Damiano Foschi, entrambi dipendenti Mediaset nei reparti tecnici, avevano messo in piedi una vera e propria rete di spaccio all’interno "conclamata e ripetuta nel tempo". Nicolò Ghinzani è stato, invece, sorpreso con 60 grammi di hashish nel suo ufficio: per questo è stato arrestato in flagranza. Anche altri due colleghi dello stesso laboratorio tecnico sono stati segnalati, ma non indagati, per l’acquisto della droga.
I tre gestivano il proprio giro di spaccio in modo autonomo: si rifornivano di sostanze stupefacenti all’esterno e la portavano in ufficio. "Lo spaccio - hanno spiegato oggi gli investigatori - avveniva con grande sistematicità, era conclamata e continuata nel tempo". L’operazione, partita circa un anno e mezzo fa, è parte di un’indagine antidroga molto più ampia, scattata nel 2009 dalla Dda milanese. Una operazione che non è ancora stata conclusa. Tanto che l’attività dei tre tecnici proseguiva almeno da alcuni mesi. L’azienda è, invece, risultata estranea ai fatti. Anzi, adesso è considerata parte lesa. Gli altri dieci destinatari delle ordinanze sono tutti pusher italiani attivi a Milano e nell'hinterland

Credete che ne approfitti e dica, che è colpa di Berlusconi? No, niente del genere.
Si sà, che i suoi festini, sono cene per educande e che, queste cose, non lo sfiorano.
Però, ora capisco, come mai vanno in onda il "Grande Fratello" e Maria  De Filippi.
Non è pensabile, che persone in grado d'intendere e di volere, possano arrivare a tanto.
Pensate un po', che giro di droga ci deve essere alla RAI, per mandare via Santoro e la Dandini.
Ma il più strafatto di tutta la TV italiana, è quello che ha avuto il coraggio, di mandare in video "l'elefantino profeta", Giuliano Ferrara.
I dati auditel di ieri danno Ferrara al 17,2% (ma a volte è arrivato all'8%), quando anche Pupo (e dico Pupo!), coi pacchi di Affari Tuoi, arrivava quasi al 33%, con circa nove milioni di ascoltatori. Forse, più che essere drogati, nella RAI deve comandare il buon Tafazi.

E il peggio deve ancora venire!  clicca

lunedì 7 novembre 2011

Comunicato C.A.R.C.

Ogni  volta che ricevo una comunicazione dai movimenti di sinistra ho la tentazione di pubblicarla, ma molte volte mi trattengo per via della, eccessiva, lunghezza dei testi. Questo "difetto", la sinistra, l'ha sempre avuto. Basti pensare a quelle interminabili pubblicazioni ciclostilate degli anni '70 che, anche i più devoti militanti, facevano finta d'aver letto integralmente. A volte mi suonano alla porta per vendermi un, non meglio identificato, "Giornale Comunista"; a parte che rispondo sempre d'andare a venderlo a Berlusconi, perchè i miei soldi li ha lui, ma anche lo comprassi, non avrei voglia di leggerlo, sono paginate fitte di paroloni di una sinistra intellettualoide, che si potrebbero tradurre in poche, chiare, parole.
Comunque, in questa occasione (come in altre passate), pubblico il comunitato dei C.A.R.C., a mio rischio e pericolo, perchè, come sapete, siamo in uno stato di Polizia, che vede come il fumo negli occhi, qualsiasi frase non allineata al berluconismo.


Comunicato del 06.11.2011
Le stragi del maltempo non sono una fatalità, ma il frutto della criminale indifferenza delle Autorità pubbliche per la sicurezza e la salute delle masse popolari!
Usare soldi e risorse per mettere in sicurezza il territorio anziché per soddisfare la brama di soldi degli speculatori, delle banche e dei ricchi! Questo deve fare un’autorità pubblica degna di questo nome!
Ogni volta che piove l’Italia si sgretola, il territorio frana, i fiumi esondano, le città diventano trappole mortali. Se piove più del solito, oltre ai danni, il maltempo si lascia alle spalle una scia di morti: sono 19 solo negli ultimi 20 giorni. A Genova, nelle Cinque terre, in Lunigiana, a Roma, a Napoli.
Non è vero, come sostengono oggi il sindaco di Genova e il Presidente della Regione che “ha piovuto così tanto che non c’è prevenzione che tenga”. Giocano allo scaricabarile!
“Gli enti locali non hanno i soldi per realizzare le opere di manutenzione e cura del territorio”. In Liguria come nel resto d’Italia di soldi ne vengono spesi a palate, ma per far ingrassare gli amici degli amici con opere inutili, con speculazioni, con piani regolatori fatti per garantire gli interessi dei privati contro l’interesse comune, con deroghe alle leggi sull’urbanizzazione e la tutela dell’ambiente e del territorio, con compensi d’oro ad assessori, consiglieri, collaboratori, dirigenti e manager vari. Anziché parlare di lana caprina, le Autorità locali dicano pubblicamente quanti soldi sono stati spesi per la cura del territorio, come sono stati spesi e quando.
“E’ colpa del governo centrale che ha tagliato i fondi”. Certo che il governo centrale ha precise responsabilità, tanto grandi ed evidenti che nessun esponente interviene apertamente sull’argomento, dopo che il Ministro Matteoli è scampato a un’aggressione da parte dei cittadini proprio in Lunigiana, a fine ottobre. Quindi è ora che le amministrazioni locali disobbediscano ai Patti di Stabilità, alle imposizioni, ai traffici, agli inciuci che il governo impone su come spendere i soldi (e magari anche sulle ditte a cui appaltare i lavori)!
“I cittadini non hanno rispettato lo stato di allerta”. Lo stato di allerta… ma le amministrazioni locali, oltre a dichiarare lo stato di allerta, possono ordinare la chiusura di scuole, uffici e negozi, interdire il traffico, organizzare e gestire piani di evacuazione, ecc. Perché hanno aspettato che sei persone fossero uccise per prendere misure adeguate alla situazione?
Il governo del paese è in mano a gruppi di potere che decidono secondo i loro interessi (a volte unitari, a volte contrastanti persino gli uni con gli altri). Hanno deciso di andare fino in fondo con la TAV (o almeno di provarci!) e hanno fatto diventare il cantiere di Chiomonte una zona di interesse strategico nazionale (una zona militare a tutti gli effetti, come se non bastassero le migliaia di poliziotti che occupano la Val di Susa). Stanno avviando i lavori per la realizzazione dell’Expo a Milano, nel 2015, un’altra opera della vergogna che costa centinaia di milioni di denaro pubblico che finisce nelle tasche di Comunione e Liberazione, della Compagnia delle Opere, del “partito del cemento” e dei palazzinari (Cabassi, Ligresti, ecc.), delle organizzazioni criminali. Tutto questo nello stesso momento in cui, per qualche giorno di pioggia, il paese è in ginocchio.
Crisi ambientale, crisi economica e crisi politica: le risposte che la borghesia riesce a dare sono una combinazione di misure antipopolari e fatalismo… “speriamo che la crisi finisca!”, “speriamo che non piova troppo”, “speriamo che le cose migliorino” e intanto governo e autorità finanziarie varano manovre di lacrime e sangue, che in nome del “risanamento dei conti pubblici” tagliano le spese per la manutenzione del territorio, cancellano diritti e tutele, eliminano servizi pubblici, spingono milioni di persone nella miseria e ne condannano centinaia di migliaia a morire.
Insieme alla solidarietà alle popolazioni colpite, insieme al cordoglio per le vittime innocenti, fra cui due bambine, la rabbia e la frustrazione devono e possono trasformarsi in mobilitazione costruttiva, in lotta, in lotta politica per togliere la direzione del paese a questa banda di criminali.
Centinaia di migliaia di disoccupati, inoccupati, cassintegrati possono dare il loro contributo al risanamento e alla messa in sicurezza del paese. C’è bisogno del lavoro di tutti! Un governo di emergenza popolare può e deve valorizzare le enormi forze che i padroni immobilizzano e disperdono: nessun lavoratore deve essere licenziato, assegnare a ogni adulto un lavoro utile e dignitoso!
Centinaia di aziende che i padroni chiudono o delocalizzano possono essere coinvolte in un piano straordinario per ricostruire il paese: nessuna azienda deve esse chiusa, assegnare a ogni azienda compiti produttivi utili secondo un piano nazionale, eliminare le attività e produzioni inutili o dannose per l’uomo o per l’ambiente assegnando alle aziende altri compiti!
Le ingenti risorse pubbliche che la banda di affaristi, parassiti e corrotti che governa il paese ha destinato alle speculazioni, alle grandi opere inutili e dannose, alla cementificazione del territorio, a ingrassare gli amici degli amici devono essere destinate a un piano generale straordinario per il lavoro e la ricostruzione del paese.
Ci sono milioni di metri quadri di territori da risanare, da mettere in sicurezza, centinaia di chilometri di fiumi da bonificare e ripulire, argini da rafforzare, boschi da curare, montagne da riassestare, abitazioni ed edifici da ristrutturare, reti dei servizi da ammodernare e infrastrutture da potenziare.
Non vogliamo più piangere morti innocenti di stragi annunciate. I morti per il maltempo sono le vittime di una guerra non dichiarata che produce ogni anno altre decine di migliaia di morti e centinaia di migliaia di invalidi solo nel nostro paese: sono le vittime della malasanità, del lavoro, dell’incuria e del degrado, dell’inquinamento, della devastazione ambientale.
Una mobilitazione generale e straordinaria per cacciare la classe di parassiti e speculatori che governa il paese e amministra gli enti locali.
Una mobilitazione generale e straordinaria per costituire un governo di emergenza popolare per risanare e ricostruire il paese.
Chi può farlo? Le grandi organizzazioni operaie (la sinistra sindacale, la FIOM i sindacati di base), le organizzazioni popolari (la rete per l’acqua pubblica, i movimenti per i beni comuni, le associazioni democratiche e ambientaliste, quelle contro le nocività) hanno il seguito, le forze, le strutture e le intelligenze necessarie. Devono assumere il coraggio e la responsabilità di promuovere l’organizzazione e la mobilitazione necessarie a cacciare i politicanti, i mafiosi, i corrotti dalle stanze del potere, nazionale e locale, e formare un loro governo di emergenza.
Proprio in questi giorni cade il 94° anniversario della Rivoluzione d’Ottobre, la mobilitazione straordinaria che ha portato la classe operaia e le masse popolari della Russia a prendere il potere, a iniziare a scrivere un capitolo nuovo della storia dell’umanità.
Era in corso, 94 ani fa, la prima crisi generale del capitalismo, le condizioni generali erano simili a quelle attuali. Anche 94 anni fa il mondo era nel caos, alle prese con la guerra imperialista (lo sbocco e la soluzione “naturale” con cui la borghesia “esce dalla crisi”). I popoli del mondo erano di fronte a una grande occasione di cambiamento che le masse popolari della Russia, guidate dal partito bolscevico, hanno colto, avviando la prima ondata della rivoluzione proletaria mondiale, il più ampio, esteso, generale salto in avanti, verso il futuro, compiuto in massa dall’umanità.
Oggi la crisi è la stessa, solo innumerevoli volte più grave e potenzialmente distruttiva in virtù dello sviluppo dei mezzi di produzione, della connessione di tutti i paesi del mondo tra loro, dell’inquinamento e del saccheggio dell’ambiente oramai giunti a un livello tale da mettere in pericolo la sopravvivenza della specie umana. E la soluzione è la medesima: uscire dalla crisi uscendo dal capitalismo e instaurando il socialismo, un nuovo e superiore sistema di relazioni tra gli uomini in cui l’intesa, la pianificazione e la decisione collettiva prendono il posto del denaro, del profitto, del mercato. Questo è l’altro mondo possibile e necessario!





venerdì 28 ottobre 2011

Procolo di Bologna

Vi sono diversi martiri che rispondono al nome di Procolo. Il più famoso è San Procolo da Verona, noto più per gli affreschi di Naturno (BZ), che per il suo martirio. Infatti, quest'omino, raffigurato nell' atto di fuggire dalla prigionia, è una delle rappresentazioni più importanti dell'VIII-IX secolo (vedi foto). Il Procolo che interessa  a noi, però, è San Procolo da Bologna. Questo martire, paleocristiano, appartiene alla "famiglia" dei santi cefalofori; ossia di quei martiri, che una volta decapitati, se ne vanno solennemente in giro con la propria testa tra le mani e si fermano, unicamente, nel luogo dove decidono di essere sepolti. A questa categoria appartengono tantissimi santi martiri, tra i quali ricordo i tre toscani più importanti: San Crescenzio da Siena, San Regolo, San Miniato da Firenze. Il San Procolo Bolognese, fu decapitato nei pressi della porta che prese il suo nome, Porta Procula, poco fuori dalla cinta muraria di epoca romana. Secondo il Martirologio Romano e anche secondo quello Geronimiano, Procolo si festeggia il 1° giugno, che si presume essere il giorno del martirio. Non sappiamo quale passio, si debba riferire a questo Procolo; ne esistono due versioni, che nel tempo si sono riferite allo stesso Santo. Secondo la prima, Procolo era un soldato romano convertito al cristianesimo che, deciso ad uccidere il governatore della Bononia romana, fu scoperto e ucciso. La seconda versione, parla di un siriaco, divenuto vescovo di Terni, che fuggì fino a Bologna ed ivi, fu decapitato. In tutti i modi, come cadde il capo, lo raccolse e s'incamminò verso il centro della città, fermandosi nell'attuale Via D'Azeglio circa all'angolo con la medioevale Via San Procolo. In questo posto gli venne eretta una chiesa, in cui ancora riposano le sue smenbrate ossa. Pare che le cose non siano andate esattamente così, è più probabile che i resti di un martire di nome Procolo, siano stati rinvenuti insieme a quelli di altri martiri, tra cui Felice, nelle dissepolture che vennero fatte, in diverse occasioni, nella zona dei Santi Vitale e Agricola, intorno all'attuale Via San Vitale. Al nascente culto del vescovo Petronio, i benedettini del X-XI secolo, contrapposero il culto di Procolo, al quale nel frattempo era stato intitolato tutto il rione col nome di "Quartiere di Porta Procula" . Questo era uno dei quartieri medievali di Bologna. Gli altri erano: Porta Stiera, Porta Piera e Porta Ravegnana. Non mi soffermo, adesso, sulla divisione dei quartieri che occuperebbe ben ampi spazi. Torniamo al nostro Procolo ed al motivo per cui ne ho parlato. Sapevo dell'esistenza di una lapide, posta sul muro della chiesetta di San Procolo, che recitava uno scioglilingua in latino. Me ne aveva parlato un amico, latinista, senese. In venticinque anni di vita trascorsi in terra felsinea, non l'avevo mai vista. Alcuni giorni or sono durante una visita a Bologna, necessaria per disintossicare la mente dagli impegni quotidiani e lenire la scomparsa del mio cane, l'ho fotografata. La lapide dice: "SI PROCUL A PROCULO PROCULI CAMPANA FUISSET NUNC PROCUL A PROCULO PROCULUS IPSE FORET". La traduzione letterale che se ne ricava è la seguente:"Se Procolo fosse stato lontano dalla campana di Procolo ora Procolo sarebbe lontano da Procolo" Il bisticcio di parole, pare si riferisca ad uno studente dello "Studio Bolognese", di nome Procolo, il quale, fu colpito a morte dalla campana di San Procolo, forse staccatasi dai perni e piombata al suolo. Lo studente fu quindi sepolto nella chiesa stessa. Allora: "Se Procolo (studente) fosse stato lontano dalla campana di San Procolo, ora lo studente Procolo sarebbe vivo lontano dalla chiesa di San Procolo". Una curiosità, che a più di seicento anni di distanza, risulta ancora gradevole. Quante volte ho citato il termine  Procolo o simili, compresa quest'ultima? 33 (neanche l'avessi fatto apposta)  che, su poco più di seicento parole, non è poca cosa.

venerdì 14 ottobre 2011

Folli, sempre folli, fortissimamente folli...



...chi? Chi vota Lega, intendo! Così, abbiamo scomodato anche l'Alfieri.

Da un po' di tempo sono piuttosto occupato, non ho molte occasioni per dedicarmi al blog...(ho sentito un: "Meno male!"). Accolgo, perciò, con immenso piacere, il post che mi ha inviato Daniele, attento intenditore della Cucina, con la "C" maiuscola e attento conoscitore della lega, con la "l" minuscola.
La sua riflessione, segue un articolo pubblicato su Cremona Oggi, che vi invito a leggere:Nuova bufera sulla Giunta


L'emblema della meritocrazia, insieme alla Gelmini.



Intanto rilancio il Quiz dell'altra volta: " Sarà vero che, il simbolo della Lega, è proprietà di Berlusconi?"

Vi do un aiuto: 
per un terzo  era di Bossi, per un terzo di sua moglie, per il terzo rimanente era di Giuseppe Leoni, un altro leghista. Adesso, non è più loro? 
Indagate, amici leghisti, indagate.




 Roma ladrona opss


Un'altra  "chiccha" risulta essere "l'impresa" del deputato della Lega Raffaele Volpi, diretto all’incontro con il Sindaco di Cremona per un vertice di maggioranza (o pseudo tale, anche qui sono un cadavere in putrefazione) in quanto commisario della sezione della Lega di Cremona. Il buon Volpi, sabato 8 u.s. si è recato in auto blu presso il Comune, scendendo proprio davanti all'ingresso di Palazzo Comunale; fin qui tutto normale, peccato che per giungere in loco l'abbia fatto con lampeggiante acceso transitando proprio davanti al Battistero, muovendosi tra le bancarelle del mercato (di sabato ed affollatissimo), e lambendo gli stand (operanti) della Festa del salame che si teneva quel fine settimana, provocando disagi e quant'altro si possa immaginare.
Per completezza d'informazione: l'isola pedonale, ovvero il limite sino a dove poteva giungere con l'auto, era posto 100 mt. prima; da quanto pare non sembra che Volpi sia affetto da poliomelite o da altre circostanze che ne impediscano la deambulazione, in quanto dopo essere sceso dall'auto, si è recato con baldante andatura presso un bar poco lontano a prendere un caffè.
Non è questo un reato, è soltanto l'ennesima presa per il culo di un movimento che fa la rivoluzione a parole, ma si prostra sempre ai voleri del capo (rendendo di fatto il celodurismo leghista un concetto astratto) e si comporta come - se non peggio - dei tanto vituperati democristiani...
(mai avrei pensato sotto certi aspetti di rimpiangerli)

Ciao D.

mercoledì 5 ottobre 2011

Smentisco tutto

Ve ne siete già accorti, vero? Wikipedia è oscurata. Ha attuato questa forma di protesta, in nome della libertà. Solidarietà da parte mia a Wikipedia, ma solidarietà da Wikipedia a tutti gli italiani che si trovano impantanati, ogni giorno di più, da questo "governo del fare". Ogni minuto che passa al governo, il sig. Berlusconi, ci costa un'esagerazione, sia in soldi, che in credibilità.  Tremonti, che Dio lo fulmini, ha passato tutta la giornata, a smentire d'aver detto l'unica cosa saggia della sua vita. Sì, perchè il genio della finanza che, fino a qualche tempo fa, faceva il commercialista, ha detto che la Spagna stà meglio di noi, perchè Zapatero ha dato le dimissioni.  Penso che il parallelo tra lo Zap ed il suo signore e padrone, sia abbastanza evidente. Lui dice che è stato frainteso; una novità! In questo governo, le smentite arrivano pochi secondi dopo le dichiarazioni. Purtroppo, non smentiscono le porcate che fanno, tra cui la "Legge bavaglio". Di Pietro ci aveva avvertito, che i colpi di coda del caimano, sarebbero stati mortali.
Bene!
Ovvio, che con una legge come questa, non parlerò mai più male di nessuno.

Anzi, intanto, comincio a pubblicare le smentite:

"Tra le rose e le viole, anche Silvio ci stà bene.
Noi vogliamo tanto bene, al Governo Berlusconi!
Evviva il Governo Berlusconi! "


Quiz del giorno:
"Sara vero che, il simbolo della Lega, è proprietà di Berlusconi?"
Mandate la risposta ai vostri amici leghisti, così sapranno perchè non cade il governo.

giovedì 29 settembre 2011

Ci risiamo coi blog

Ricevo e pubblico. Non so se servirà a qualcosa, ma ormai bisogna provarle tutte. Siamo governati da persone indegne che tentano in tutti i modi di imbavagliarci. Le stesse persone che anno salvato le chiappe al "ministro" (barf!) Romano. Mentre sto scrivendo ascolto il Tg3 dove c'è Quagliariello che stà difendendo il governo, come sempre, con i soliti argomenti, come un mantra: il debito pubblico ereditato, il decreto sullo sviluppo, la persecuzione del premier... Sono stanco di sentire queste cazzate.

Firmate e speriamo che finisca quet'agonia.

Ebbene si', abbiamo un modo per disinnescare il nuovo tentativo di estendere a tutti i "siti informatici" compresi blog e siti amatoriali, la rigida regolamentazione della carta stampata in particolare relativamente all'obbligo di rettifica.
Firma per chiedere ai tuoi deputati di sostenere gli emendamenti che disinnescano il comma "ammazza-blog": www.agoradigitale.org/emendamentisalvablog
L'iter del famoso comma "ammazza-blog" è ripreso assieme a quello del ddl intercettazioni in cui è contenuto e, se approvato, prevederà che qualsiasi persona pubblichi testi in rete, anche in modo amatoriale e per ristrette cerchie di amici, possa ricevere una richiesta di rettifica quando tali contenuti siano ritenuti scomodi da qualcuno. In caso di mancata pubblicazione della rettifica entro due giorni, scatterà una sanzione fino a 12.500 euro. Facile ipotizzare la possibilità di utilizzare in modo intimidatorio tale strumento: qualunque cittadino scriva in rete, non avendo un giornale organizzato con struttura legale disposta a difenderlo, sarà certamente spinto ad accettare richieste di rettifica anche se ritiene di aver scritto fatti reali, attuando cosi' una forma di autocensura per non incorrere nella sanzione.
È fondamentale restare lucidi e assumerci la responsabilità di percorrere tutte le strade che, nel caso di approvazione della legge, quantomeno evitino la desertificazione del web italiano. Cio' è possibile perchè, assieme all'iter sul provvedimento iniziato alla Camera nel luglio 2010 e poi sospeso in seguito alle forti pressioni contrarie, rientrano in gioco anche tutti gli emendamenti che erano stati presentati oltre un anno fa.
Ebbene 26 parlamentari (qui i nomi) di PD (8), Radicali (6), UDC (5), PDL (3), IDV (2) e Gruppo Misto (2) hanno presentato alla Camera ben 7 diversi emedamenti (leggili qui) che in vario modo cercano di limitare ai soli contenuti professionali ed in particolare alle testate registrate la validità del comma incriminato.
Si tratta di un tesoro inestimabile, tanto più per il fatto di avere una caratterizzazione bipartisan. Attorno ad esso abbiamo la possibilità di raccogliere la disponibilità di chi non vuole aggravare l'anomalia informativa italiana.
Qualsiasi parlamentare può, fino al momento della votazione, apporre la sua firma su tutti o solo alcuni di questi emendamenti, se li ritiene condivisibili.
Vogliamo provare a portare gli attuali 26 firmatari verso i 316 della maggioranza necessaria all'approvazione di tali emendamenti alla Camera?
Invieremo a tutti i deputati la richiamesta di modifica assieme a tutte le firme.
Luca Nicotra
Segretario dell'Associazione Agorà Digitale
Tel: (+39) 0668979271



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domenica 25 settembre 2011

S'io son buon begolardo

video
Confesso a dio nullafacente e a voi fratelli che ho molto, ma molto, peccato. Ho guardato, per ben tre volte, Radio Londra. Conclusione: o io ho bisogno di uno psichiatra, o ferrara non capisce un cazzo. Di tre trasmissioni, che ho visto, ho capito solo  che invitava Berlusconi a scusarsi. Sarebbe come invitare Hitler a offrire una cena riparatoria ai sopravvissuti alla Shoah. Daltra parte, il video che ho trovato sul sito di Libero (sì, sono andato anche lì,altro peccato mortale), ci dà la dimensione esatta dell'uomo Ferrara. Ogni grammo di carne che compone quella massa informe, è pura presunzione. Pascoli diceva: "Queste mani sono più adatte al pennato, che alla penna!". Lui era Pascoli e si scheniva così. Se fosse ancora vivo, all'aratro di "Lavandare", ci attaccherebbe Ferrara, almeno sarebbe più utile. 
Oggi c'è stato l'attentato al papa! Ne anno parlato in toni drammatici tutti i telegiornali, La 7 compresa (il che mi ha profondamente deluso). Insomma, questi sono i fatti: un tizio spara, con un fucile o pistola ad aria compressa, quattro piumini dalla finestra, due ore prima che arrivi il papa, a cinquecento metri dal luogo della messa e lo incriminano. Sarebbe come se uno si facesse una sega, guardando la foto di Belen, e lei lo denunciasse per stupro. 
Dato, poi, che le cazzate viaggiano più dei neutrini, parliamo della Gelmini.
Inutile prendersela con lei, per un errore banale. Dobbiamo incazzarci con chi  l'ha messa lì. Lei probabilmente si è confusa col tunnel, frequentatissimo, che ha tra le cosce.  Alla scuola Radio Elettra, dove si è laureata, non fanno queste differenze.
Dato che ho citato una poesia del Pascoli, la allego al post. Pascoli non piace a chi non lo conosce, Bondi non piace, soprattutto, a chi lo conosce.

LAVANDARE

Nel campo mezzo grigio e mezzo nero
resta un aratro senza buoi che pare
dimenticato, tra il vapor leggero.
E cadenzato dalla gora viene
lo sciabordare delle lavandare
con tonfi spessi e lunghe cantilene:
Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese!
quando partisti, come son rimasta!
come l'aratro in mezzo alla maggese.

domenica 18 settembre 2011

25 aprile

Questa fà male, cribbio!




Non è al 25 aprile che ci vogliono togliere, a cui mi riferisco. No, ad un altro giorno, che è ugualmente simbolo di libertà: il  25 aprile del 1792. In quel giorno, la ghigliottina, tagliò la sua prima testa. Strumento democratico, secondo il suo inventore Joseph Ignace Guillottin, che affermava che tutti coloro che commettevano reati gravi, dovevano essere messi a morte, indipendentemente dal ceto e dalla posizione sociale. “Signori, con la mia macchina vi farò saltare la testa in un batter d’occhio e non soffrirete affatto! La lama piomba come un fulmine, la testa vola via, il sangue sgorga, l’uomo non è più. A malapena percepisce un soffio d’aria fresca sulla nuca”. Forse, non era nata per ammazzare i ricchi e i nobili, ma si rivelò utilissima allo scopo. Perchè il popolo di Francia, s'incazzò coi nobili? Probabilmente, perchè le cose non andavano benissimo e loro si rifiutavano di mettere la "patrimoniale". Quindi, prima che gli italiani (poco prolifici per loro conto), si mettano a mangiare i propri figli, non sarebbe male dare una spolveratina a questo strumento. Invece d'importare dalla Francia centrali nucleari, che hanno la brutta abitudine di scoppiare,  importiamo questi gioiellini della tecnologia settecentesca che, i francesi, hanno pensionato nel 1977. Chissà se vedendo troneggiare la ghigliottina in piazza Montecitorio, i nostri amici politici non si decidano a tirarci fuori dalla merda in cui ci hanno messo?
Vive la revolution!

giovedì 25 agosto 2011

SOS Palestina


Fra 24 ore il Consiglio di Sicurezza dell'ONU si riunirà di nuovo per discutere la dichiarazione d'indipendenza della Palestina, che si candida a diventare il 194° stato nel mondo.


Sosteniamo la campagna di  Avaaz! Firmate subito!

lunedì 22 agosto 2011

Se un sostenitore del PDL fosse stato in coma alcuni mesi e si risvegliasse oggi, non capirebbe una cippa di quello che stà succedendo. Apprenderebbe dalla televisione che stanno per catturare Gheddafi e ne sarebbe alquanto scontento; salvo, poi, scoprire che il ministro della Difesa, il suo idolo, La Russa è infinitamente felice e, assicura, che l'Italia appoggerà le Nazioni Unite nella cacciata del dittatore. Il nostro fascistozzo penserebbe che La Russa è impazzito, fino a quando una dichiarazione di Berlusconi, lo convincerebbe che è impazzito tutto il governo.  Se in coma ci fosse stato uno di sinistra, appresa la notizia di Gheddafi, si metterebbe a saltare di gioia, pensando che sia giunta  l'ora anche dell'amico Berlusconi. Invece, dovrebbe laconicamente apprendere che il Berlusca, non solo è felice della fine del rais, ma non ha nessuna intenzione di andarsene (e nemmeno nessuno lo manda via). Io non sono stato in  coma, almeno per ora, ma non ho capito niente, a parte che siamo nella totale schizofrenia di una maggioranza  che, dice tutto e il contrario di tutto. Falso in bilancio: si, poi no, poi si, boh? Pensioni: meno pensioni, più pensioni, 100 in totale, ma che cazzo ne sanno? La verità è che in questo casino, nessuno ci capisce più niente. Sono lontani i tempi in cui Padoa Schioppa, battute a parte, teneva veramente i conti sotto controllo. Siamo nel caos più totale e, mi dispiace dirlo, penso che non ne usciremo. Ovvero, non ne usciremo senza spinte rivoluzionarie, spinte che ora come ora solo un'organizzazione strutturata come, ad esempio, la FIOM può darci. La FIOM, che (come ho detto nel post precedente) potrebbe staccarsi dalla CGIL della venduta Camusso e organizzarsi come fece Solidarnosc, nella Polonia di Jaruzelski. Quando i lavoratori s'incazzano, lo fanno sul serio.

venerdì 12 agosto 2011

La scusa della crisi

Con la scusa della crisi, questa classe politica, vuole indebolire ancor di più i lavoratori.
Hanno comprato i sindacalisti, che continuano ad avallare le scelleratezze di questi tristi figuri.
Vorrei sentire dalla Sinistra queste parole:
  • Abolizione dell'Ottopermille (c'è la crisi, cazzo, sono soldi nostri. Che usino i loro)
  • Riduzione delle spese militari (rientro dalle missioni e abolizione di quella fregnaccia della ferma di tre settimane, che serve a preparare un esercito di fascisti asserviti al potere delle logge)
  • Abolizione delle Frecce Tricolore (milioni che sfumano in gas inquinanti)
  • Costo del lavoro precario superiore a quello del lavoro fisso (ora vogliono anche licenziare come gli pare, un attacco all'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori) 
  • Tetto agli stipendi, pubblici, dei manager privati (commissari, consulenti, rapinatori del popolo)
  • Riduzione, sia dei parlamentari, che dei loro stipendi ( ma di tanto)
  • Equiparare gli stipendi dei dirigenti pubblici a quelli degli impiegati (tanto nessuno ha mai la responsabilità di nulla)
  • Tetto massimo alle pensioni (poche migliaia di euro son più che sufficienti, per chi ha rubato in anni di pseudolavoro. Non si può pensare agli invalidi con 250 euro al mese e dirigenti del cazzo, che prendono centinaia di migliaia d'euro l'anno)
  • Fermare i lavori delle infrastrutture, inutili e dannose tipo Tav (che servono solo alle organizzazioni malavitose)
  • Stop ai contributi alle scuole private o parificate, che è uguale (fucine di incapaci raccomandati; io ho preso la maturità in una privata, quindi, posso parlare con cognizione di causa)
  • Espropriare, a titolo gratuito, le aziende in crisi  e affidarle a cooperative di lavoratori, impiegati nell'azienda stessa (le uniche persone che saprebbero farle funzionare)
  • Statalizzare le aziende che hanno avuto contributi statali e che adesso, hanno difficoltà sul mercato (vedi FIAT)
  • Attesa del processo agli arresti domiciliari, per i reati minori (i detenuti costano e uno che si è spinellato, in galera non ci fa una minchia)
  • Tassa patrimoniale, non una tantum, ma perpetua (chi ha troppi soldi li ha rubati a noi, è ora che li restituisca).
  • In galera Berlusconi e tutto il suo circo malavitoso.
  • Mille altre piccole cose, che ora non mi vengono in mente
Ma dalla Sinistra non sento niente di questo. Allora devo andare a sentirlo dall'Estrema Sinistra, quella che con manovre distorte e brogli elettorali, hanno scacciato dal parlamento. Oggi hanno detto che gli extraparlamentari che erano fuori dal Palazzo a protestare, usavano un linguaggio vecchio. Ebbene, in quegli slogan gridati col megafono, ho sentito la forza della gioventù. Un messaggio vecchio, per dire qualcosa di nuovo: "Credevate d'averci schiacciato, ma senza di noi, non c'è futuro. Per voi la stagione è finita!" Al governo le tute blù della FIOM! Un sindacato che, come successe in Polonia, può diventare partito e difendere gli interessi degli italiani e dell'Italia, quella vera.
Landini: uno pulito
PS: oggi è l'nniversario della strage di Sant'Anna di Stazzema, ma tanto, chi cazzo se ne frega!
      Che i neofasci e chi li protegge, possano fare la stessa fine delle centinaia d'innocenti morti, per niente, sotto il fuoco nazista.

mercoledì 3 agosto 2011

Cronaca di giorni diversi

Ieri era l'anniversario, numero trentuno, della strage di Bologna ad opera dei fascisti. Mi è stato raccontato, dagli amici del luogo, che le nuove generazioni di bolognesi credono che la strage sia stata fatta dalle Brigate Rosse. Una ulteriore ferita per i famigliari delle vittime, inferta da un mondo della disinformazione scientifica, del revisionismo storico che, in nome della rivalutazione repubblichina, inquina la verità in maniera scandalosa. Diciamolo una volta per tutte: sono stati i fascisti, con l'appoggio delle varie organizzazioni paragovernative, dai servizi segreti alla P2. In ogni caso ieri a Bologna, c'era la parte sana dell'Italia; infatti mancavano, per il secondo anno consecutivo, gli esponenti del governo. Una vergogna, vero? Ma meglio cosi! Perchè una strage, che ha più di trent'anni, deve essere ancora ricordata? Forse perchè, la Legge 206/2004 sui risarcimenti alle vittime delle stragi, non è ancora stata applicata? Forse perchè, nella coscienza del popolo civile, è un nodo irrisolto? Forse, perchè è giusto che si sappia chi sono i fascisti e come sono aggangiati alle istituzioni! 

Un parlamentare


Oggi abbiamo assistito ad un collegamento dalla luna. Mancavano solo Tito Stagno e Ruggero Orlando. Il presidente del Consiglio dei Ministri, tessera P2 1816, ha sciorinato un discorsetto da quarta elementare sui meriti del suo governo e sulla rosea situazione italiana. Lo spettacolo è proseguito con un, disgustoso, susseguirsi d'interventi di tutte le forze politiche. Il parlamento semivuoto, si è svuotato sempre di più durante gli interventi. Uno scenario desolante, che ci deve mettere tutti in guardia. Il parlamento non rappresenta più (se mai l'ha fatto) il popolo italiano. È un microcosmo, che ha perso il contatto con la realtà. Siamo governati da alieni, che pensano che la crisi si risolva con le furbate di Tremonti o le liberizzazioni dell'opposizione. Ormai, non è più possibile tornare indietro con sistemi democratici, siamo andati troppo oltre. La maggioranza (?) e l'opposizione (?) parlano la stessa lingua. Non ho più speranze che un voto anticipato, possa cambiare qualcosa. L'unico modo per riprenderci, è creare un governo d'emergenza popolare, che ristabilisca quell'equità sociale, che da troppi anni è compromessa in un allargamento del divario tra paese dei, pochi, ricchi e paese dei, troppi, poveri. Non possiamo più accettare leggi calate dall'alto, dal loro satellite, che sono un'oltraggio all'inteligenza degli italiani, con la benedizione del vero padrone, il clero. Usiamo la rete sempre di più! Ascoltiamo le voci che vengono dalle organizzazioni extraparlamentari, come la FIOM, i CARC, le sole che possono traghettarci fuori da questa palude di merda.

sabato 30 luglio 2011

Turandot

Ieri sera ho visto la Turandot a Torre del Lago. Non avevo ancora visto il teatro nuovo. Bellissima struttura, ma niente a che vedere col fascino che aveva in precedenza. Il segreto del palcoscenico pucciniano, era la splendida armonia che si creava tra la recita sul palco e lo sfondo, magnifico, denso di suggestioni, del lago. Col nuovo teatro quest'incantesimo si è spezzato. Si è all'interno di un testro all'aperto, come tanti ce ne sono nelle piazze italiane. Il palco, mi sembra, sia stato ruotato di un quarto di giro, così la brezza che spira dal lago e che prima porava le voci verso il pubblico, adesso atraversa trasvelsalmente l'arena, portando via il suono. Unica scusa che si può trovare per gli interpreti è proprio questa, avversa, condizione eolica. Io ero a circa trenta metri dal palcoscenico, in posizione frontale; vi assicuro che sentivo, pochissimo, le voci. Piero Giuliacci, nel ruolo di Calaf, non mi è sembrato un grande trascinatore.Anzi, in molti punti, la vocalità non era eccellente,  il fisico di Giuliacci, poi, non ha niente d'eroico, ma su questo si può sorvolare. Turandot di Antonia Cifrone, pur essendo vocalmente all'altezza, non risultava incisiva, forse per il fatto della logistica del teatro. Liù era la giapponese Satomi Ogawa; brava! Con filati, che nonostante fossimo all'aperto, arrivavano a segno. Il basso, Carlo Colombara, ha interpretato un Timur di tutto rispetto, ottimo nel registro profondo. Quello che ha, veramente,  sostenuto l'opera è stato il trio vocale di Ping, Pong e Pang. Roberto Accursio, Nicola Pamio e Massimo La Guardia non hanno avuto i problemi del resto del cast. La loro voce arrivava precisa, chiara, abbastanza forte. Soprattutto, hanno dato un interpretazione da manuale. Senza lode ne infamia il Mandarino, l'Imperatore ed il coro. Le scene di Ezio Frigerio, oscillavano tra il Liberty ed un neo egizio-israelitico; ma tutto sommato erano gradevoli. Come è stata gradevole, in quanto classicissima, la regia di Scaparro. Franca Squarciarpino, la costumista, si è attenuta alla tradizione, tranne il vestito del terz'atto di Turandot, che era di un viola acceso da toccarsi le palle. Nota lieta: la direzione d'orchestra! La bravissima Keri Lynn Wilson, con coda di cavallo biondissima, ha diretto impeccabilmente. Sono contento che, una ragazza giovane, sia salita sul podio di tanti illustri maestri del passato. Carina, sorridente, espansiva. Non piena di se come, quasi tutti, i suoi colleghi uomini. Morale: da Torre del Lago, ci si aspetta di più! Uno spettacolo così, sarebbe più che accettabile a Massa Marittima, a San Gimignano, e così via. Ma da un posto rinomato e di grande tradizione come questo, i protagonisti devono essere assoluti. Anche perchè, i prezzi, non sono proprio popolari. Altra nota lieta, e quì rubo il mestiere all'amico Daniele, che cura il blog Andarpertavole (link a fianco), il ristorante Da Cecco, nella piazzetta sul lago. Abbiamo mangiato uno spaghetto al pesce, da ricordare per la vita. Anche gli scampi alla Catalana ed il semifreddo col liquore, erano da menzione. Il tutto per una cifra equa, quando si tocca il pesce si sà, si spende. Noi ce la siamo cavata con trenta euro, ve lo consiglio di cuore. Il Festival, meno.

martedì 26 luglio 2011

Comunicati leggermente di sinistra

Sabato 30 luglio 2011 - h.18

Festa della Riscossa Popolare
Parco Robinson, Viale Kennedy (a fianco Edenlandia)
Fuorigrotta - Napoli

Assemblea pubblica

NESSUN REGIME E' INVINCIBILE

Sosteniamo le rivoluzioni dei Paesi arabi e raccogliamo il loro insegnamento

Interverranno
Paolo Babini, Direzione Nazionale del P-CARC
Moreno Pasquinelli, Campo Antimperialista
Michele Franco, Rete dei Comunisti
Vincenzo Brandi, Forum Palestina


Chi può ci vada. Io fino a Roma
quando posso ci vado, ma fino a
Napoli è dura.


Usiamo gli insegnamenti del G8 di Genova del 2001 per combattere con
successo la lotta di contro il piano Marchionne, la manovra economica,
l'Accordo del 28 giugno!
E' legittimo tutto quello che serve agli interessi dei lavoratori e delle
masse popolari, anche se è illegale! (naturalmente mi dissocio)
Mettere la difesa e l'affermazione degli interessi dei lavoratori e delle
masse popolari prima e al di sopra del rispetto di leggi, norme e procedure
fatte dai padroni, dai ricchi, dal clero e dai loro governi per ostacolare,
impedire, vietare la resistenza e la ribellione e colpire chi la organizza e
vi partecipa.
Condurre la lotta secondo le regole del nemico di classe e dei suoi complici
significa condannarsi alla sconfitta!
Passare dalla difesa all'attacco!

Ragazzi, questi signori fanno sul serio! Se fossi nella banda Belrlusconi,
o comunque tra quelli citati sopra, me la farei addosso.
Forse è meglio per loro (non solo i berluscones) andarsene a coltivare l'orticello, prima di diventarne il concime.

giovedì 14 luglio 2011

Volto Santo

Mi è capitata tra le mani, la riproduzione un affresco di Santa Maria Antigua a Roma. Quando ho visto questo Cristo non ho potuto che collegarlo al Volto Santo di Lucca. Infatti, anche il crocefisso venerato in quella città, proviene dalle zone orientali della costa siro-palestinese. Il Volto Santo e un'opera, che tanto ha influenzato la scultura popolare toscana di quel periodo. Le imitazioni del Volto Santo sono tantissime, io stesso ne conosco almeno tre. La veste lunga del Cristo (colubium) ha dato luogo ad un equivoco, dal sapore rurale, piuttosto gustoso. Il fatto che il Cristo non fosse seminudo, ma con un abito che il popolo riteneva femminile, destava un certo disagio tra la gente del tempo e nacque un grosso equivoco. La rappresentazione, secondo alcuni, si riferiva a Santa Vilgefortis. Questa, sarebbe stata la figlia di un re pagano, il quale voleva farla sposare a tutti i costi con un giovane a lui gradito. Ma lei non ne voleva sapere (come sempre accade per queste martiri) e voleva conservarsi vergine nel nome del Signore. La notte precedente le nozze, alla fanciulla crebbe una “magnifica” barba, il giovane scappò inorridito e il padre, per punirla (altro che Gavino Ledda), la fece crocefiggere. A questa leggenda se ne sovrappongono moltre altre, dove la santa cambia il nome o il motivo del martirio, ma sempre tutte riconducibili a quei crocefissi orientali. Tra queste vittime è finita anche Santa Liberata, la quale ha una passio completamente diversa; ma come si sa, il popolo è sovrano e i santi, se li gestisce lui. A proposito, pare che Vilgefortis derivi dal tedesco antico Hilige Wartz, ossia, volto santo.



Affresco di Santa Maria Antiqua

Riproduzione del Volto Santo

Una versione di Santa Vilgefortis

giovedì 7 luglio 2011

"È finita la favola bella!"



Ogni tanto si viene a conoscenza, per caso, di fatti che sono tenuti segreti dal nostro governo e dal "sistema Italia" in generale. Questo metodo ha sempre dato i suoi frutti; il popolo, tenuto nell'ignoranza, ha vissuto per decenni di pallone e stronzate televisive, senza sapere quello che accadeva intorno a lui. Bene, cari signori  della politica e del clero, "È finita la favola bella!" (Libero Gianni). Sebbene con difficoltà, Internet stà spazzando via le vostre facce da defunti. Nonostante i vostri tentativi di fermare la rete, la verità corre nell'etere. Siete pallide larve, ancora attaccate alla vostra vita passata, ma Internet è un ghostbuster implacabile, che vi stà facendo evaporare, ogni giorno di più. Mi appello a tutti i sani ragazzi della rete, affinchè diffondano, questo breve articoletto che segue. Grazie a Laura, che me l'ha segnalato.


STORIE DI ORDINARIA RIVOLUZIONE

Di Marco Pala

Qualcuno crede ancora che non vi sia censura al giorno d’oggi? Allora perchè, se da un lato siamo stati informati su tutto quello che sta succedendo in Egitto, dall’altro i mass-media non hanno sprecato una sola parola su ciò che sta accadendo in Islanda?


Il popolo islandese è riuscito a far dimettere un governo al completo; sono state nazionalizzate le principali banche commerciali; i cittadini hanno deciso all’unanimità di dichiarare l’insolvenza del debito che le stesse banche avevano sottoscritto con la Gran Bretagna e con l’Olanda, forti dell’inadeguatezza della loro politica finanziaria; infine, è stata creata un’assemblea popolare per riscrivere l’intera Costituzione. Il tutto in maniera pacifica. Una vera e propria Rivoluzione contro il potere che aveva condotto l’Islanda verso il recente collasso economico.


Sicuramente vi starete chiedendo perchè questi eventi non siano stati resi pubblici durante gli ultimi due anni. La risposta ci conduce verso un’altra domanda, ancora più mortificante: cosa accadrebbe se il resto dei cittadini europei prendessero esempio dai “concittadini” islandesi?


Ecco brevemente la cronologia dei fatti:


* 2008 – A Settembre viene nazionalizzata la più importante banca dell’Islanda, la Glitnir Bank. La moneta crolla e la Borsa sospende tutte le attività: il paese viene dichiarato in bancarotta.


* 2009 – A Gennaio le proteste dei cittadini di fronte al Parlamento provocano le dimissioni del Primo Ministro Geir Haarde e di tutto il Governo – la Alleanza Social-Democratica (Samfylkingin) – costringendo il Paese alle elezioni anticipate. La situazione economica resta precaria. Il Parlamento propone una legge che prevede il risanamento del debito nei confronti di Gran Bretagna e Olanda, attraverso il pagamento di 3,5 MILIARDI di Euro che avrebbe gravato su ogni famiglia islandese, mensilmente, per la durata di 15 anni e con un tasso di interesse del 5,5%


* 2010 – I cittadini ritornano a occupare le piazze e chiedono a gran voce di sottoporre a Referendum il provvedimento sopracitato.


* 2011 – A Febbraio il Presidente Olafur Grimsson pone il veto alla ratifica della legge e annuncia il Referendum consultivo popolare. Le votazioni si tengono a Marzo ed i NO al pagamento del debito stravincono con il 93% dei voti. Nel frattempo, il Governo ha disposto le inchieste per determinare giuridicamente le responsabilità civili e penali della crisi. Vengono emessi i primi mandati di arresto per diversi banchieri e membri dell’esecutivo. L’Interpol si incarica di ricercare e catturare i condannati: tutti i banchieri implicati abbandonano l’Islanda. In questo contesto di crisi, viene eletta un’Assemblea per redigere una Nuova Costituzione che possa incorporare le lezioni apprese durante la crisi e che sostituisca l’attuale Costituzione (basata sul modello di quella Danese). Per lo scopo, ci si rivolge direttamente al Popolo Sovrano: vengono eletti legalmente 25 cittadini, liberi da affiliazione politica, tra i 522 che si sono presentati alle votazioni. Gli unici due vincoli per la candidatura, a parte quello di essere liberi dalla tessera di qualsiasi partito, erano quelli di essere maggiorenni e di disporre delle firme di almeno 30 sostenitori. La nuova Assemblea Costituzionale inizia il suo lavoro in Febbraio e presenta un progetto chiamato Magna Carta nel quale confluiscono la maggiorparte delle “linee guida” prodotte in modo consensuale nel corso delle diverse assemblee popolari che hanno avuto luogo in tutto il Paese. La Magna Carta dovrà essere sottoposta all’approvazione del Parlamento immediatamente dopo le prossime elezioni legislative che si terranno.


Questa è stata, in sintesi, la breve storia della Ri-evoluzione democratica islandese.


Abbiamo forse sentito parlare di tutto ciò nei mezzi di comunicazione europei?


Abbiamo ricevuto un qualsiasi commento su questi avvenimenti nei noiosissimi salotti politici televisivi o nelle tribune elettorali radiofoniche?


Abbiamo visto nella nostra beneamata Televisione anche un solo fotogramma che raccontasse qualcuno di questi momenti?


SINCERAMENTE NO.


I cittadini islandesi sono riusciti a dare una lezione di Democrazia Diretta e di Sovranità Popolare e Monetaria a tutta l’Europa, opponendosi pacificamente al Sistema ed esaltando il potere della cittadinanza di fronte agli occhi indifferenti del mondo.


Siamo davvero sicuri che non ci sia “censura” o manipolazione nei mass-media?


Il minimo che possiamo fare è prendere coscienza di questa romantica storia di piazza e farla diventare leggenda, divulgandola tra i nostri contatti. Per farlo possiamo usare i mezzi che più ci aggradano: i “nostalgici” potranno usare il telefono, gli “appassionati” potranno parlarne davanti a una birra al Bar dello Sport o subito dopo un caffè al Corso.


I più “tecnologicamente avanzati” potranno fare un copia/incolla e spammare questo racconto via e-mail oppure, con un semplice click sui pulsanti di condivisione dei Social Network in fondo all’articolo, lanciare una salvifica catena di Sant’Antonio su Facebook, Twitter, Digg o GoogleBuzz. I “guru del web” si sentiranno il dovere di riportare, a modo loro, questa fantastica lezione di civiltà, montando un video su YouTube, postando un articolo ad effetto sui loro blog personali o iniziando un nuovo thread nei loro forum preferiti.


L’importante è che, finalmente, abbiamo la possibilità di bypassare la manipolazione mediatica dell’informazione ed abbattere così il castello di carte di questa politica bipartitica, sempre più servile agli interessi economici delle banche d’affari e delle corporazioni multinazionali e sempre più lontana dal nostro Bene Comune.


In fede,
il cittadino sovrano Marco Pala
(alias “marcpoling”)

mercoledì 6 luglio 2011

Eccheppalle!

"Timeo Danaos et dona ferentes", dice Laocoonte prima d'essere dilaniato dai serpenti. "Temo i Greci, anche quando portano doni" è la, stiracchiata, traduzione da un latino, a sua volta, tradotto dal greco. Cosa centra tutto ciò? Temo Berlusconi, anche quando, sembra fare cose decenti. Mi riferisco alla tassa sulle grosse cilindrate, che ritengo doverosa, per diversi motivi:
1) inquinano come una fabbrica di Manchester nel '700
2) occupano dai tre agli otto parcheggi per volta (tra cui il mio).
3) la maggior parte di loro è guidata da una donna con l'invidia del pene, o da un uomo con lo stesso problema.
4) sia la donna, che l'uomo, l'adoprano per solo per far la spesa alla Coop o per portare il figlio a scuola; tanto che, se fossero gialli, avremmo un rapporto di "uno scuolabus per bambino".
5) sono un insulto alla mia Punto, che tra tre anni diventa d'epoca.
In me parla l'invidia (così zittisco subito i berlusconiani che, ogni volta che apro bocca, dicono che invidio il loro dio), fatto sta che questa norma la propose il buon Bersani, quando era presidente del Consiglio l'amico Prodi. Vi ricordate l'incazzatura di tutti i destroidi e centristi vari? E adesso? La ripropongono loro?

Tranquilli, era uno scherzo!

Quel burlone del premier, con la sua verve ironica, ci ha teso un tranello. La tassa è stata ritirata. Ovvio! Al suo posto, spunta la magnifica legge, che sospende i pagamenti fino al terzo grado di giudizio. Se pensate che questa legge, sia fatta per impedire che Mediaset, debba sborsare centinaia di milioni di euro a De Benedetti a cui ha rubato la Mondadori, siete in errore! La legge è fatta perché è una priorità di quasi tutti gli italiani, bloccare i pagamenti sopra i 20 milioni di Euro; chi di voi non ha una causa pendente in cui deve risarcire più di 20 milioni a un vicino di casa?
Mentre loro parano il culo al pedopornonano, l'Italia sprofonda sempre più nella merda. Non è una frase retorica o figurata, siamo proprio immersi nella merda. Dai rifiuti di Napoli all'amianto della TAV. Quando questi signori lasceranno, non solo il governo, ma questo mondo, si respirerà aria molto più pulita.
Che il mausoleo di Arcore, strabocchi presto di cadaveri!
Sono uno stronzo?
No! Invoco la giustizia divina.
Loro sono "il popolo dell'amore", io no!

Modellino del mausoleo dello scultore Cascella

domenica 3 luglio 2011

Lettera aperta a M.V.B.

Questa è la volta che mi denunciano, ma zitto non ci posso stare!

Gent.ma Sig.ra Michela,
certamente, come lei ha detto, il Palio non è intoccabile. Penso che neanche lei sia intoccabile, anzi, dato il suo passato sadomaso, posso ritenere che sia stata toccata numerose volte. Comunque se ci facesse l’onore di venire a Siena, la toccheremo volentieri anche noi, magari non con le sole mani. Prima di parlare di Palio, bisognerebbe che facesse un gesto d’umiltà; si metta davanti allo specchio, luogo che penso le sia abituale, si guardi e ripeta: “ Sono la ministra del turismo, ma l’unica cosa che ho visitato ultimamente, sono le gonadi del presidente. Cosa cazzo parlo di Palio se, notoriamente, sono la prima a farsi montare a pelo?” Fatta questa riflessione, non si morda la lingua che le serve per lavoro, ma smetta di dire sproloqui sulla nostra festa e pensi piuttosto a valorizzarla, dato che la pagano per questo (almeno ufficialmente).
Da contradaiolo della Chiocciola, le posso dire che il dipiacere che ho provato, per la morte di Messi, lei non lo può nemmeno immaginare. Sono sicuro che quando lei morirà, non ci sarà tanta gente a piangerla, quanta ha pianto questo cavallo. Ma queste cose non può capirle, per fortuna sono sentimenti riservati a noi e tali devono restare. S’impicci dei cazzi suoi che, suppongo, siano tanti. Se proprio vuole rovinare una festa, vada ad Arcore, si metta in mezzo alle donzelle, più o meno minorenni e, tutta nuda, gridi: "C'è la buoncostume!". Vedrà che queste parole sortiranno l'effetto voluto, non si ricorderanno nemmeno d'averla soppressa. Buon lavoro e si ricordi, quello che ha tra le mani, non è il turismo.











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