"...per comunisti intendo la gente comune, che crede in un ideale e ha creduto nella possibilità di un benessere steso, come una coperta calda, su ogni uomo, donna e bambino." Luca B.

martedì 5 ottobre 2010

In verità vi Digos...

Ma che palle! Ecco la nuova iniziativa di coloro che superano per genialità i potenti che vogliono proteggere.
Sono persone talmente attente nel servire il potere, che  agiscono senza che nessuno glielo chieda. Mi rifiuto di pensare che il papa o alti prelati abbiano ordinato alla Digos di sequestrare una piccola Mostra in una libreria. Questo è il geniale parto di un funzionario di PS, che allertato da una frase del cazzo (ma legittima), ha pensato di far bene, in culo all'articolo 21 della Costituzione. Questo perbenismo cattoleccoculista, ci stà ossessionando da un po' di anni a questa parte. Come se non ci fossero abbastanza stronzi, che contestano il Nobel a Robert Edwards. Meno male, che ci pensa Berlusconi a pareggiare il conto bestemmiando.


Il comunicato della libreria Altroquando
Stamani, Domenica 3 Ottobre 2010, alle ore 11,30, numerosi agenti della polizia di stato in divisa e agenti della Digos hanno intimato la rimozione di uno striscione posto all'interno della vetrina della libreria AltroQuando in via Vittorio Emanuele 143 a Palermo. Lo striscione recitava la frase: I LOVE MILINGO. Gli agenti lo hanno sequestrato assieme alle locandine della mostra “La Papamobile del futuro” da tre giorni allestita presso la stessa libreria. La motivazione addotta al provvedimento è stata quella di ritenere offensiva una simile frase proprio nel momento in cui il corteo del pontefice sarebbe passato da corso Vittorio Emanuele.
Riteniamo che questo provvedimento mini fortemente i diritti costituzionali sulla libertà di manifestazione del proprio pensiero, sia attraverso la critica che la satira. Riteniamo che il messaggio in questione non offendeva nessuno, né tantomeno istigava a comportamenti violenti.
Al contrario era un segno di quella politica dell'Amore che tanto ha fatto strada ultimamente in Italia. Perché un messaggio d'amore e riconciliazione dovrebbe essere offensivo? Perché Papa Benedetto XVI dovrebbe ignorare la regola del perdono su cui si fonda la dottrina cristiana? Veramente Milingo non merita di essere amato? Palermo si merita davvero questo miracolo alla rovescia?
E i parlanti diventarono muti... Così. Per miracolo.

Dopo che avrete visto le vignette, capirete il motivo della censura:
non c'era motivo!
http://www.scomunicazione.it/

venerdì 1 ottobre 2010

Comunicato

Esistono alcune organizzazioni che, in questo paese, pur essendo legittime e assolutamente legali, sono  viste come il fumo negli occhi dalle forze dell'ordine, al contrario di quelle neofascionazo, che invece sono protette.
Una di queste organizzazioni è il Partito dei CARC-Comitati d'Appoggio alla Resistenza per il Comunismo. Pubblicare questo comunicato, mi sembra un atto minimo, dovuto. Ricordo a tutti, che questo movimento si stà battendo, per liberare i compagni arrestati per le loro idee. In Italia si è sdoganato il fascismo e i delinquenti, sono diventati coloro che hanno fatto la Resitenza e hanno liberato il Paese. Ora, ci sarà bisogno di una Resistenza nuova.



Dalla solidarietà si capisce da che parte si vuole andare e che mondo si

vuole costruire

Sindacalisti di regime, politicanti e scribacchini prezzolati solidarizzano

con la CISL

Noi diamo la nostra solidarietà e il nostro sostegno agli operai della SAME

di Treviglio (BG)

* Difendere il CCNL!

* Difendere e conquistare posti di lavoro dignitosi per tutti!

* Sicurezza, salario, diritti. Facciamo applicare la Costituzione!

* Il 16 ottobre a Roma, in piazza con la FIOM contro il piano

Marchionne!


"La crisi non è finita", "non è vero che l'Italia va meglio di altri paesi":

neanche la Confindustria tiene più corda alle balle di Tremonti, accusa

apertamente Berlusconi di immobilismo e di non governare. Marchionne è sceso

in campo, seguito a ruota da Federmeccanica e Confindustria: il piano

Pomigliano è diventato la sostanza della "politica economica" che serve al

padronato italiano. I suoi assi portanti sono chiari: eliminazione del CCNL,

i lavoratori devono contrattare individualmente le condizioni del loro

sfruttamento, abolizione dello Statuto dei Lavoratori, lo sciopero è un

reato, basta con i sindacati non asserviti, "il conflitto tra operai e

padroni è roba del passato", i lavoratori devono "obbedire, lavorare e

combattere" per il padrone contro altri lavoratori, quelli che ci stanno

avranno (forse) lavoro e reddito, gli altri... possono scegliere a che santo

votarsi. Hanno bisogno di un governo che la attui, imponendola con le buone

e le cattive alle masse popolari, in primo luogo agli operai.

In questi mesi i padroni hanno concentrato l'attacco contro gli operai della

FIAT e la FIOM. Marchionne ha licenziato gli operai che hanno osato

scioperare per minacciare tutti quelli che non sono "collaborativi", il

cardinale Poletto di Torino li chiama a essere "corresponsabili" ("la FIAT

mica può rischiare di fare grandi investimenti se non è sicura che le cose

le vadano bene"), Bonanni e soci sventolano lo specchietto della

compartecipazione dei lavoratori agli utili. La Lega Nord e i gruppi

fascisti promuovono la guerra dei lavoratori italiani contro quelli

immigrati, dei lavoratori del nord contro quelli del sud.

Tutto questo per spezzare l'opposizione degli operai di fronte alla

distruzione dei diritti e delle conquiste di civiltà e benessere strappate.

Per impedire che gli operai trascinino nella lotta anche il resto delle

masse popolari.

Non è una questione economica o sindacale, è una questione politica: per

schiacciare i lavoratori sul piano economico, i padroni devono schiacciare

gli operai sul piano politico.

Non è possibile governare un paese come il nostro senza un certo grado di

collaborazione delle masse popolari e questo è impossibile se la casse

operaia fa opposizione.

E la classe operaia fa opposizione! Gli operai, a partire da quelli FIAT, e

la FIOM sono diventati il centro promotore della battaglia politica per

difendere posti di lavoro, redditi e diritti di tutti i lavoratori e le

masse, italiane e immigrate. A Pomigliano hanno dato una batosta al piano

Marchionne che ha infuso coraggio e slancio a tutti gli altri lavoratori: i

padroni non hanno già vinto, la partita è tutta aperta. A Melfi hanno fatto

del reintegro dei licenziati politici la bandiera della lotta contro

l'arbitrio e lo strapotere padronale, lo strumento per estendere la

solidarietà tra i lavoratori e mettere alla prova "amici dei lavoratori" e

"difensori della legalità": gli attacchi e le ritorsioni dei padroni possono

essergli rivoltati contro e usati per rafforzare unità, determinazione e

mobilitazione dei lavoratori. Alla Sevel di Atessa (CH) hanno risposto con

un'assemblea fuori dai cancelli al divieto della FIAT di far entrare i

licenziati di Melfi e poi hanno scioperato nonostante la diffida dei legali

dell'azienda: se non sortiscono l'effetto di spaventare e dissuadere, le

minacce e i divieti dei padroni diventano parole al vento. Scioperi e

proteste spontanee sono state la risposta immediata alla disdetta del

contratto da parte di Federmeccanica, contro i tagli e le chiusure ventilati

da Bono, ad di Fincantieri, hanno occupato stabilimenti, si sono scontrati

con le forze dell'ordine, a Genova hanno circondato la sede dove gli

industriali erano riuniti a convegno: è legittimo tutto quello che serve a

difendere lavoro e diritti. A Castellammare di Stabia hanno manifestato

insieme agli operai contro la chiusura dello stabilimento di Fincantieri

associazioni locali, semplici cittadini e sindaci: quando scendono in lotta

gli operai muovono tutte le masse popolari.

La situazione sta in questi termini. I padroni non hanno una soluzione

accettabile da proporre agli operai e al resto delle masse popolari. Per

stare a galla devono distruggere anche quel poco di benessere che i

lavoratori hanno strappato ed eliminare i diritti che i lavoratori hanno

realizzato, hanno fatto diventare reali, pratici e non solo belle parole

scritte nella Costituzione. Devono lanciare la caccia agli immigrati ed

espellerli, mentre rendono la vita impossibile nei paesi oppressi da cui

vengono gli immigrati: più di 900 milioni di uomini sono alla fame. Per

avanzare su questa strada devono eliminare i centri di mobilitazione e

opposizione degli operai: il principale è, oggi, la FIOM.

Gli operai invece una soluzione alla crisi positiva per tutti i lavoratori e

le masse ce l'hanno! Hanno una "politica economica" per rimediare fin da

subito agli effetti più gravi della crisi: tenere aperte le aziende, aprirne

di nuove per fare il lavoro necessario a salvaguardare il paese dal disastro

ambientale e a soddisfare i bisogni della popolazione, riavviare l'intera

vita sociale, stabilire rapporti di collaborazione con altri paesi (tipo

quelli già in vigore tra Cuba e Venezuela e altri paesi) sulla base di

quanto ogni paese può produrre e dare. Hanno bisogno di costruire un governo

d'emergenza per attuarla, deciso a fare tutto quello che occorre per

attuarla.

Nè il PD né quanto resta della sinistra borghese possono promuovere e

guidare un movimento di massa per costruire un governo d'emergenza con un

programma di questo genere. Il PD è un amalgama di gruppi e personaggi

asserviti al Vaticano e alla Confindustria. La sinistra borghese, e in

particolare il PRC, dopo la partecipazione al governo Prodi ha perso gran

parte del seguito e dell'influenza che aveva tra i lavoratori e per di più è

ancora combattuta tra legarsi al movimento operaio e popolare per far fronte

alla crisi o legarsi al PD per rientrare in Parlamento. L'IdV occhieggia al

PD, ma con l'opposizione aperta alla banda Berlusconi e le prese di

posizione a sostegno dei lavoratori in lotta ha accresciuto il suo seguito e

consenso popolare. Lo stesso il Movimento a 5 stelle che ha alzato la

bandiera della lotta contro la casta dell'intrallazzo e del malaffare e per

il protagonismo popolare. Nessuno dei due però ha né legami sistematici e

solidi con la parte più avanzata degli operai né la diffusione e

l'autorevolezza necessari oggi a promuovere e guidare un movimento di massa

per instaurare un governo d'emergenza popolare, anche se possono

contribuirvi, appoggiarlo, favorirlo.

La FIOM invece ce li ha, per questo può muovere, orientare e mettersi alla

testa di tutte le organizzazioni sindacali, i coordinamenti operai, le reti

di precari, i comitati studenteschi, le associazioni di immigrati, i

comitati in difesa dell'ambiente, i movimenti per l'acqua pubblica, i

partiti popolari e gli organismi progressisti.

Via il governo Berlusconi!

Il suo posto deve essere preso da un governo di emergenza popolare sostenuto

dalle organizzazioni operaie e popolari e formato dai loro esponenti!

Non sono i padroni, i ricchi, il Vaticano e i loro complici che sono forti,

sono i lavoratori che devono far valere fino in fondo la loro forza!

Chi ha l'appoggio e la fiducia delle masse popolari ha la forza per

governare!

martedì 28 settembre 2010

OTTOBRE ROSSO sangue

Ieri ero a Roma e passando, in autobus, davanti a Palazzo Grazioli, una  signora si è lamentata del fatto che la fermata vicina  al palazzo, sia stata abolita. Io, non ho perso l’occasione, ho detto: “Fanno bene ad aver paura!”. In un attimo, si è scatenato l’inferno. Tutti, ma vi dico tutti,  hanno incominciato a lanciare epiteti e maledizioni al buon Silvio, ma non solo, ce n’era per tutti. La versione più diffusa era che Berlusconi è un cancro, ma anche i vari, Rutelli, Bersani e Bossi, non sono da meno. Se i sondaggi danno, sia il governo che l’opposizione, al minimo storico, sono convinto che non sbaglino. Quando ne parlo a Siena, e mi sento dar ragione, lo ritengo normale, Siena è notoriamente una città di sinistra; quello che mi è capitato ieri in una città della destra, dà  ragione a Grillo: gli Italiani non ne possono più! Tempo fa parlavo con un amico, il quale diceva, che ci vorrebbero un paio d’anni di corte marziale, per ripulire il Paese. Politici, mafiosi, amministratori, tutti al muro. Forse è qualunquismo, ma incomincio a dargli ragione. La strada percorribile, dato che tutto è in mano loro, non può essere che quella della sollevazione popolare. Non voglio fare istigazione a delinquere, ma se qualcuno più in gamba di me…e ho detto tutto!

venerdì 17 settembre 2010

EDITORIALE



Il direttore di "Archeologia Viva", Piero Pruneti, oltre a dimostrare di essere persona assennata al di sopra delle parti, conferma quanto avevamo da tempo capito, che il gioco della Protezione Civile è un gioco sporco. Le Iene, al tempo del terremoto aquilano, intervistarono una ex funzionaria di questo Ente, che si era dimessa (caso anomalo), perchè schifata dalla gestione Bertolaso. Sparita dai giornali, non si critica il potere, neanche rimettendoci il posto (buonissimo) di lavoro.  Naturalmente Bertolaso è l'ultima ruota del carro, chi conta sono gli speculatori che si arricchiscono sugli interventi d'urgenza, che una legge ad hoc del berlusconiano governo, gli consente di fare. 






Rivista: N. 141-2010 mese: Maggio-Giugno



Siamo all'assalto della diligenza. Il gioco è troppo chiaro: mantenere il sistema Italia in perenne stato d'emergenza, senza affrontare i suoi mali con una strategia di lungo corso, per intervenire in forma urgente, straordinaria (e possibilmente spettacolare a uso delle televisioni). Tramite la Protezione civile, che può agire "in deroga", al di fuori dei normali limiti amministrativi. Nei beni culturali questo significa escludere le soprintendenze, da tempo ridotte allo stato comatoso, e nominare commissari per fronteggiare la... catastrofe. Ma per i beni culturali non mancavano i soldi? Per i commissari si trovano. Commissari a Pompei, Roma e Ostia, agli Uffizi, all'Accademia di Brera. Commissari dove il giro di affari sia interessante. In realtà si tratta di siti e musei con problemi di manutenzione e gestione di lunghissima data e comuni a tutto il patrimonio culturale italiano, per affrontare i quali si richiedono da tempo assennate scelte politiche che mettano gli uffici tecnici preposti in grado di operare con metodo e competenze specifiche. Aree archeologiche e monumenti richiedono un'attenzione costante, nei decenni, nei secoli... Cosa c'entra la Protezione civile? A Roma si è trovata la scusa di "rischio imminente di crolli" per le aree archeologiche; in particolare per il Palatino di "rischio idrogeologico" (un problema di vecchia data, rispolverato ad hoc). Così in un primo tempo è stato nominato commissario lo stesso Bertolaso, come dire che se non si interveniva subito e con ogni mezzo veniva giù tutto. Poi Bertolaso si fa sostituire - lui è uomo d'azione, sempre fra elicotteri e sirene: ve lo immaginate a seguire restauri che richiedono anni? - e del Palatino non si parla più. Così anche a Pompei, a Firenze, a Brera: la montagna sta partorendo un topo. Questa volta disinvoltamente costoso.



Piero Pruneti
direttore di "Archeologia Viva"





venerdì 10 settembre 2010

Tutto va ben, Madama la Marchesa...

Il deputato Antonio Borghesi, dell'Italia dei Valori, ha postato una riflessione sul sito del suo partito:   Post di Borhesi . La risposta che segue, che potete leggere anche sul sito, mi sembra che racconti una realtà un po' diversa da quella dell'immaginario comune, propinata dai media.
Merita un secondo d'attenzione.
Egr.sig. Borghesi, io sono uno di quegli imprenditori italiani che lavorano all'estero, precisamente a Shanghai. La mia è una compagnia di trading, quindi basso impegno di manodopera. Importiamo prodotti di consumo dalla Cina, precisamente. Il mio lavoro è quello di selezionare i prodotti in Cina prima di spedirli in Italia. Perché importiamo è evidente. I costi sono nettamente più bassi che in Italia, lo sanno tutti. Quello che invece viene nascosto è che la qualità selezionata à altrettanto buona di ciò che è prodotto in Italia. Ragioni: maggior abilità manuale dei cinesi, impiego di macchine tecnologicamente più avanzate di quelle usate in Italia ( qui le macchine sono tutte nuove, in Italia no), pressione fiscale inferiore del 50%, produzione pro capite più elevate, costi generali, luce, gas, telefono, ecc. meno della metà, utili produttori inferiori ai nostri, ma certi. Qui pagano tutti, in Italia ? Tutto ciò contribuisce al basso prezzo. Oggi le norme di sicurezza delle fabbriche sono uguali all'Italia, buone o cattive a seconda delle aziende. Quello che declassa l'Italia è la mancanza politica in Cina. Qui nessun politico è mai venuto a fare contratti. La Expo è stato un colossale affare per la Francia, i trasporti sono merce tedesca, i vini sono francesi, australiani ed americani, l'elettronica è giapponese, e così via. Dov'è il nostro governo? Già, qui non ci sono le escorts per i dongiovanni della politica. La Cina è un paradiso per gli esportatori. Enormi quantità di prodotti avanzati vengono importati in Cina. Dove sta l'Italia? Una volta avevamo la Iveco e la moda. Oggi sono dei fantasmi. Il mercato di milioni di automobili è in mano a tutti, ma non esiste qui una vettura italiana. Dove sta la FIAT ? I prodotti francesi e tedeschi hanno invaso il mercato cinese, all'opposto di quanto avviene in Italia. Non piangiamo poi se le fabbriche chiudono. La colpa è solo dei nostri politici ottusi e della falsa informazione.


Postato da: giuseppe Pastormerlo, sul sito IDV 


Romano Prodi, che forse coglione del tutto non era, anni fa diceva che per combattere i cinesi non possiamo scendere al loro livello, ma dobbiamo fare in modo, che il lavoro costi come da noi e per far questo, l'unico modo è esportare i diritti dei lavoratori. L'opposto di quanto ha fatto e stà facendo, il morente governo. Siamo arrivati al punto che, i delinquenti sono gli operai che difendono i loro, sacrosanti, diritti. Diritti per cui hanno lottato, le precedenti generazioni, rinunciando a preziose giornate di paga e prendendo cariche dalla Polizia, asservita al potere. Bonanni, mi dispiace che ti abbiano tirato il petardo (e che ti abbiano mancato), le bastonate ti avrebbero fatto ragionare di più. Ora si dice che c'è chi vuole parlare con la violenza, ma sono anni che noi parliamo, chi cazzo ci ascolta? Rimpiango i tempi di: "Zangherì, Zangherà, gambizziamo la città!" ..e come tornavano all'ovile, vedi il buon Indro.

domenica 5 settembre 2010

Troppo poco!

Casa Pound è il covo dei fascisti senesi. Un bugigattolo di stanza in fondo a via Stalloreggi, una cosa molto triste. Mi è capitato di vederla aperta, passando tra i pochi nazofasci che bivaccavano in strada, magliette nere con simboli più o meno trucidi, ma tutti schifosi. Appese alle pareti, le bandiere del passato regime (il penultimo), svastiche e quella cazzo di tartaruga che, se fossi un tartuchino, m'incazzerei di brutto. Insomma un triste scenario di ragazzotti e ragazzette, deprimenti a vedersi. Ricordo vagamente, che quando esisteva ancora la Costituzione, questi tentativi di "ricostizuzione del disciolto partito fascista" erano vietati. Quindi, mi devo essere perso qualcosa; mentre dormivo devono aver fatto la rivoluzione di destra, altrimenti non mi spiego come associazioni di questo tipo, possano essere tollerate. Per fortuna c'è chi non le digerisce, come me. Allego un articoletto preso dal loro sito, gioisco al pensiero dei colpi andati a segno e mi rammarico per quelli, che non hanno raggiunto il bersaglio.






Siena: Aggredito responsabile provinciale CPI

Giovedì 15 Luglio 2010 15:47

Siena, 14 luglio – “Il responsabile provinciale di CasaPound Siena, Gabriele Taddei, ha subito ieri un’aggressione antifascista all’interno del dipartimento di Archeologia dell’Università degli Studi di Siena”. Lo rende noto CasaPound Siena stessa, in un comunicato ufficiale, precisando che “il coordinatore si è recato presso il pronto soccorso dell’Ospedale de Le Scotte per gli accertamenti del caso”.
“L’aggressione – racconta Taddei – è avvenuta mentre, con la mia fidanzata, stavo facendo visitare la città ed i vari dipartimenti dell’Università ad un amico del nord Italia, quando ho ricevuto improvvisamente l’attacco. Quest’aggressione obbedisce ad una precisa strategia della tensione creata a tavolino, i cui precedenti sono noti a tutti: i continui danneggiamenti al portone della nostra sede di via Stalloreggi, l’aggressione ad una nostra militante del Blocco Studentesco, le minacce di morte ricevute da un’altra nostra studentessa militante e molti piccoli episodi di pressione nei nostri confronti”.
“Puntualizzando che, a differenza di quanto espresso su taluni media cittadini, nessuna denuncia è stata presentata, ci sentiamo in dovere di far sapere a tutti quanti ci apprezzano e stimano che queste manovre reazionarie non fermeranno le nostre attività culturali, aggregative e sociali”, così termina la nota di CasaPound Siena, aggiungendo che “il nostro movimento da anni lavora quotidianamente per portare avanti proposte per il bene di Siena e della Nazione tutta e non saranno pochi soggetti manovrati dall’alto ad impedirci di realizzare una vera giustizia sociale”.



sabato 4 settembre 2010

Il sonno è l'infinita ombra del vero.



Quando ho tempo (e voglia), mi dedico ad una attività che mi entusiasma e mi rende febbrilmente agitato. Si tratta di prendere una poesia, di un autore abbastanza complesso (prediligo  Pascoli) e munito di enciclopedia cartacea, cercare i vari riferimenti storici, mitologici, antropologici che l'autore inserisce nel testo. La soddisfazione che dà un volume da sfogliare, non è minimamente paragonabile ad una ricerca virtuale. Intendiamoci, Internet è ormai fondamentale per chi studia, ma il piacere della carta e la certezza che quello che leggi, deriva da una fonte sicura, rimane ancora incomparabile. Oggi è toccato ad "Alexandros", proprio del Pascoli. "Alexandros" fa parte dei Poemi Conviviali, una raccolta che merita di essere conosciuta molto più delle poesiole pascoliane di scolastica memoria. Ho incontrato il Pascoli, degno di nota, molto tempo dopo aver lasciato la scuola; avevo di lui un pessimo ricordo, non sopportavo "O Valentino vestito di nuovo..." anche se avevo una certa simpatia per "La cavalla storna" che,  tutto sommato, raccontava l'intrigante omicidio del padre. Vi assicuro che, se non conoscete questo Pascoli, ne sarete senz'altro affascinati. Io vi metto il link di "Alexandros", se vorrete leggere questa poesia, sarete presto curiosi di sapere chi era Timoteo e perchè se ne stava tra le are, oppure chi erano i mistofori di Caria, cos'è un brocchiero e così via. Vi accorgerete che il tema trattato, è lo stesso di una nota canzone di un notissimo cantautore, non dico chi, pensateci!
Dal link della poesia, potrete navigare nel sito ufficiale di Giovanni Pascoli e sapere che: "... gialle al pero, già pendean le pere."