"...per comunisti intendo la gente comune, che crede in un ideale e ha creduto nella possibilità di un benessere steso, come una coperta calda, su ogni uomo, donna e bambino." Luca B.
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mercoledì 13 ottobre 2010

Poliziotti & Serbi - scontri tra fascisti

Era una serata della Nazionale ed è diventata ultranazionale. Altro che tifosi: fascisti!
Come sempre il ministro della Difesa ha perso l'occasione di tacere: "Incidenti Italia-Serbia, Ignazio La Russa: la polizia serba non ha collaborato. Il Ministro della Difesa, La Russa loda l'atteggiamento e il comportamento della Polizia italiana, individuando le colpe dell'accaduto nella scarsa collaborazione di quella serba" Peccato che siamo in Italia e la sicurezza, ce la dovrebbero garantire lui e Maroni, non il ministro serbo. Ma come dice Daniele nella sua riflessione, quì di seguito, i nostri poliziotti usano due pesi e due misure, forse perchè in fondo questi ragazzotti, vestiti di nero, che fanno il saluto fascista, hanno molto di più  in comune con loro,  che con gli operai metalmeccanici.

"È stata evitata un’altra Heysel"; è questa la considerazione che possiamo leggere sui giornali e sentire in televisione da parte dei responsabili dell’ordine pubblico, dopo i fatti accaduti al termine della notte di scontri provocati a Genova dagli ultras serbi, prima durante e dopo la partita in programma tra le nazionali di calcio di Italia e Serbia a Genova.

Per i non appassionati, ricordo che con il termine di "Heysel" (dal nome dello stadio dove si svolsero i fatti) si fa riferimento agli episodi accaduti nell'allora finale denominata ancora Coppa dei Campioni (oggi Champions League) del Maggio 1985 dove perirono 39 persone, (di cui 32 italiani), ed oltre 600 rimasero ferite.

Martedì sera le immagini sono state chiarissime, facinorosi serbi (ultranazionalisti che si identificano nell'estrema destra) hanno potuto danneggiare il settore a loro riservato, il loro "capo" è potuto tranquillamente entrare in tale settore fornito di cesoie, ed altrettanto tranquillamente ha potuto con le stesse tagliare le reti di protezione in modo così da poter permettere il lancio di petardi in campo, il tutto sotto gli occhi delle recalcitranti e timorose forze di polizia, le stesse che con il petto gonfio picchiano operai che manifestano pacificamente perchè da mesi non percepiscono paga, oppure si scagliano contro i terremotati (gente comune quindi) dell'Aquila che vanno a manifestare a Roma contro le balle della propaganda governativa....

Non c'è che dire, forte con i deboli, e debole con i forti, insomma, proprio lo specchio del regime berlusconiano.
Daniele



venerdì 10 settembre 2010

Tutto va ben, Madama la Marchesa...

Il deputato Antonio Borghesi, dell'Italia dei Valori, ha postato una riflessione sul sito del suo partito:   Post di Borhesi . La risposta che segue, che potete leggere anche sul sito, mi sembra che racconti una realtà un po' diversa da quella dell'immaginario comune, propinata dai media.
Merita un secondo d'attenzione.
Egr.sig. Borghesi, io sono uno di quegli imprenditori italiani che lavorano all'estero, precisamente a Shanghai. La mia è una compagnia di trading, quindi basso impegno di manodopera. Importiamo prodotti di consumo dalla Cina, precisamente. Il mio lavoro è quello di selezionare i prodotti in Cina prima di spedirli in Italia. Perché importiamo è evidente. I costi sono nettamente più bassi che in Italia, lo sanno tutti. Quello che invece viene nascosto è che la qualità selezionata à altrettanto buona di ciò che è prodotto in Italia. Ragioni: maggior abilità manuale dei cinesi, impiego di macchine tecnologicamente più avanzate di quelle usate in Italia ( qui le macchine sono tutte nuove, in Italia no), pressione fiscale inferiore del 50%, produzione pro capite più elevate, costi generali, luce, gas, telefono, ecc. meno della metà, utili produttori inferiori ai nostri, ma certi. Qui pagano tutti, in Italia ? Tutto ciò contribuisce al basso prezzo. Oggi le norme di sicurezza delle fabbriche sono uguali all'Italia, buone o cattive a seconda delle aziende. Quello che declassa l'Italia è la mancanza politica in Cina. Qui nessun politico è mai venuto a fare contratti. La Expo è stato un colossale affare per la Francia, i trasporti sono merce tedesca, i vini sono francesi, australiani ed americani, l'elettronica è giapponese, e così via. Dov'è il nostro governo? Già, qui non ci sono le escorts per i dongiovanni della politica. La Cina è un paradiso per gli esportatori. Enormi quantità di prodotti avanzati vengono importati in Cina. Dove sta l'Italia? Una volta avevamo la Iveco e la moda. Oggi sono dei fantasmi. Il mercato di milioni di automobili è in mano a tutti, ma non esiste qui una vettura italiana. Dove sta la FIAT ? I prodotti francesi e tedeschi hanno invaso il mercato cinese, all'opposto di quanto avviene in Italia. Non piangiamo poi se le fabbriche chiudono. La colpa è solo dei nostri politici ottusi e della falsa informazione.


Postato da: giuseppe Pastormerlo, sul sito IDV 


Romano Prodi, che forse coglione del tutto non era, anni fa diceva che per combattere i cinesi non possiamo scendere al loro livello, ma dobbiamo fare in modo, che il lavoro costi come da noi e per far questo, l'unico modo è esportare i diritti dei lavoratori. L'opposto di quanto ha fatto e stà facendo, il morente governo. Siamo arrivati al punto che, i delinquenti sono gli operai che difendono i loro, sacrosanti, diritti. Diritti per cui hanno lottato, le precedenti generazioni, rinunciando a preziose giornate di paga e prendendo cariche dalla Polizia, asservita al potere. Bonanni, mi dispiace che ti abbiano tirato il petardo (e che ti abbiano mancato), le bastonate ti avrebbero fatto ragionare di più. Ora si dice che c'è chi vuole parlare con la violenza, ma sono anni che noi parliamo, chi cazzo ci ascolta? Rimpiango i tempi di: "Zangherì, Zangherà, gambizziamo la città!" ..e come tornavano all'ovile, vedi il buon Indro.

lunedì 26 luglio 2010

Un toro senza palle

Finalmente Fede ha capito! Ha capito che chi è a favore della legalità, come il "Popolo delle agende rosse", è quanto di più distante ci possa essere, dal suo padrone, Silvio. Ovvio che tutto ciò che è lontano da Silvio, per Fede, è comunista. Mi dispiace, se qualcuno delle agende rosse, si è offeso; meglio però, essere confusi con i comunisti, che con i mafiosi.  Fede come vede rosso, sprizza fumo dalle nari, cornuto sarà senz'altro, ma più che ad un toro, assomiglia ad un bue pensionato.
La verità purtroppo è peggiore di questa. Si tratta del tentativo, di screditare le "agende rosse" agli occhi della comunità benpensante e bigotta, che segue questo cabaret che si ostinano a chiamare Telegiornale, che a noi costa uno sproposito. La vergogna: questa sconosciuta.

martedì 20 luglio 2010

E' andata male anche stavolta!


Io credo di essere un amante dell'Arte, anzi ne sono sicuro. Bene, ieri sera speravo che il Duomo di Milano crollasse. Non me ne fregava niente, del fatto che fosse della fine del '300. Sarebbe stata la tomba ideale per gli schifosi personaggi che, ieri sera, lo popolavano. Il Don Verzè, che fa della salute un businnes ( clicca quì ) e lo squallido pervertito, che si diverte a giocare con i tumori. Come sempre, tra lui ed il cancro, vinca il migliore. Forza tumore! A volte, ritornano. Quando scherza con quest'argomento, mi fa incazzare più del solito e non è cosa facile!
MILANO - Silvio Berlusconi non è solo un politico ma anche "un artista". Parola di Charles Aznavour che questa sera si è esibito sulle guglie del Duomo dopo che il Cavaliere ha ricevuto, con don Luigi Verzé, il premio Grande Milano ideato dalla Provincia per i suoi 150 anni. Il presidente del Consiglio ha spiegato di essere "allergico ai premi" aggiungendo però che il presidente della Provincia Guido Podestà "si è fisicamente imposto e che domani l'Unità faccia il commento più adeguato".


Berlusconi uesta sera ha sì parlato di politica, dell'accordo che è fiducioso si troverà sulle intercettazioni, della lotta alla mafia (dalla piazza sottostante alcune persone durante la serata hanno scandito slogan come "fuori la mafia dallo stato), ma ha trovato anche il modo di far recitare al sindaco Letizia Moratti le parole di "O mia bela Madunina" e di scherzare sulle proprie doti canore.

Con don Luigi Verzé ha avuto un lungo scambio di battute. Prima ha rilanciato sull'impegno suo e del governo per sconfiggere il tumore che è l'obiettivo del fondatore del San Raffaele. Poi ha ironizzato su che scoop sarebbe stato farsi confessare in diretta aggiungendo che don Verzé gli dà sempre una "assoluzione benevola". Già in passato il premier ha raccontato che il sacerdote lo assolve senza bisogno di dire nulla e stasera il fondatore del San Raffaele ha spiegato perché: "si sa bene che cosa hai fatto".

Poi ha ricordato l'incidente del 13 dicembre quando il premier fu colpito da una statuina del duomo spiegando che il fatto che oggi Berlusconi si sia trovato sopra la cattedrale "é un grande segno". Secondo don Verzé infatti, Berlusconi "é stato mandato dalla Divina provvidenza per salvare il paese e lo sta facendo bene".


Parlando di politica, Berlusconi ha consigliato al pubblico - fra cui sedevano tra gli altri i ministri Ignazio La Russa e Michela Vittoria Brambilla, il presidente della Regione Roberto Formigoni e il capo di Mediolanum Ennio Doris, oltre a Lele Mora - di stare alla larga da chi non ha "ironia e autoironia, cioé da tutti quelli della sinistra". Poi ha fatto un riferimento alla sua battuta odierna rivolta alle universitarie su Rosy Bindi che secondo il premier "non era volgare". "Io ho solo detto che per entrare in politica non è necessario somigliarle - ha spiegato - non ho detto se meglio o peggio. Certo preferiremmo assomigliassero alla Madonnina".


E proprio parlando della Madonnina ha annunciato che sarà ripristinata la legge, scaduta nel 2009, che garantisce 5 milioni di finanziamento all'anno per la manutenzione della cattedrale.


Poi al momento della consegna ufficiale di un bozzetto della Madonnina al Comune, ha chiamato sul palco il sindaco Moratti e le ha fatto recitare le parole di quella che ha definito "la nostra canzone fondante". Parlando del duomo ha ricordato l'operosità di chi lo ha costruito sottolineando che anche il capo del governo è milanese e quindi ha un po' di questa operosità, anzi "il governo è laborioso. Lo siamo stati fino ad ora e lo saremo per i prossimi tre anni" ha detto prima di annunciare in francese la salita sul palco di Charles Aznavour e di spiegare di non poter duettare con lui perché "la carica istituzionale me lo impedisce e poi perché - ha scherzato - sono sicuro di essere meglio".

Fonte: ANSA


Bene, se tutto questo non vi fosse bastato, vi ricordo che i tutori della legge sono morti, i mafiosi no!
Sono passati anni e anni dalla morte di Falcone e di Borsellino, ma noi non abbiamo ancora imparato un cazzo! Per recuperare un po' di memoria, vi schiaffo un video di qualche tempo fa.



sabato 10 luglio 2010

Ab Urbe condita

Ad un certo punto del nuovo spot della Brambilla, il nostro "bollito di manzo" ci dice:
"Impiega le tue vacanze per conoscere meglio l'Italia".
Vi prego di ascoltare con attenzione, le parole dette dall'omuncolo, sulla nascita di Roma.



Purtroppo per noi, il cervello ottenebrato, da cui scaturiscono questi suoni disarticolati, è lo stesso da cui provengono le immense porcate di leggi, che ci propina.
Tanto per ricordare:
  • Il figlio con cui Enea fuggì da Troia, era Ascanio; Giulio non si sa chi sia, forse Cesare?
  • La città si chiamava Lavinium, in onore di Lavinia.
  • Romolo e Remo ( e non Remolo) erano figli e del dio Marte e della vestale Rea Silvia ( senza l'appellativo di Ilia, che una versione appone, per farla discendere da Enea). 
Vi rendete conto, del livello d'ignoranza di quest'omicciolo?
Vi rendete conto, che tutte le persone normali che lo ascoltano, lo prendono per il  culo?
Vi rendete conto, che quest'uomo, ha il potere di decidere del vostro destino?
Fermiamolo!
Una cosa è sicura, se Lavinia ed Enea lo avessero conosciuto,  non avrebbero, certamente, chiamato Silvio il loro figliolo.

giovedì 1 luglio 2010

1° luglio, tutti a Roma


Tre vignette di Andrea Bersani, che fotografano il momento attuale del Paese.



DOMANI A ROMA CON I  GIORNALISTI, CONTRO IL GOVERNO DELLE MAFIE!

Contro lo schifoso piano del governo, volto ad annientare l'informazione, per permettere loro di delinquere in totale libertà, domani alle 17,00 muoverà un corteo, formato da persone libere che tali vogliono rimanere. Siamo al fascismo: "grazie, abbiamo già dato!".

martedì 15 giugno 2010

Accordi con la Libia

Camerati del PDL e della SLega, questo è il vostro leader! Un fottuto leccamani, un cane che si prostra al padrone. Ricordiamoci, che a questo delinquente internazionale (che ha sequestrato uno svizzero solo perchè gli svizzeri hanno multato suo figlio, colpevole di violenza su due gendarmi), il cane in questione ha regalato 10.000.000.000.000 (diecimila miliardi  di lire ovvero 5.000.000.000 ( cinquemiliardi) di euro  di soldi nostri, miei e anche vostri che, da brave teste di c...o, l'avete votato. La prossima mossa? Una pompa a Bin Laden?

sabato 1 maggio 2010

C'era una volta, la "Festa dei Lavoratori"

1° MAGGIO
Quando ero alle medie, avevo un professore di italiano, che era un ottimo insegnante, di quelli severi ma bravi, come c'erano ai miei tempi. Si chiamava (penso non sia più tra gli elettori) Giuseppe Ciannella, napoletano D.O.C. e compagno D.O.C.G. Mi prestò un libro, s'intitolava: "Scritto sotto la forca". Me lo ricordo ancora, era un inno al 1°maggio, scritto da un condannato a morte. Vorrei rileggerlo e non esito a consigliarvelo. Erano gli anni '70 e non sembrava strano a nessuno di noi, morire per un ideale; erano morti, da poco, i partigiani, erano morti i ragazzi di Reggio Emilia e confesso che in quegli anni, morire per la libertà non m'era un concetto del tutto estraneo. Una volta "nostalgico" era sinonimo di fascista, ora mi sento orfano di PCI e la nostalgia è tanta.

domenica 25 aprile 2010

Per chi ci ha amato più della vita

Quest'immagine che ho "rubato" alla Lista Civica Nazionale PER IL BENE COMUNE, esprime lo stato d'animo in cui mi trovo e spero, vi troviate anche voi. Il fascismo stà lentamente riprendendo forza, dobbiamo schiacciargli il capo, prima che lo rialzi del tutto. Il tempo è poco, ma forse non è ancora troppo tardi. Domani sarò al pranzo della Contrada, ma poi andrò in Piazza. Quest'anno ci andrò con Quasimodo in mente: "E come potevamo noi cantare con il piede straniero sopra al cuore...". Lo straniero che dobbiamo combattere adesso, è straniero nei confronti della LIBERTA'. Sono ancora convinto che gli italiani, quelli sani, sapranno trovare un Piazzale Loreto, al momento giusto. Avanti popolo....

giovedì 8 aprile 2010

L'Italia è al verde!


 Il Vascello di Cremona mi scuserà, ma quando Daniele mi segnala un articolo, significa che merita d'essere pubblicato. Infatti eccolo qui!

Non era ancora trascorso un tempo sufficientemente lungo perche’ le poltrone dei Governatori di Piemonte e Veneto perdessero le forme delle natiche dei rispettivi predecessori, che gia’ i neo eletti Cota e Zaia lanciavano con ferrea convinzione, dai pulpiti mediatici, anatemi antiabortisti sulla pillola RU 486.                   
D’altra parte era ovvio che il classico “contentino” post elettorale fosse d’obbligo nei confronti dei cattolici che hanno sostenuto con cosi’ forte convinzione i candidati leghisti. Se e’ pur vero che il Ministro uscente Zaia non aveva certo bisogno della Benedizione Apostolica per confermare lo strapotere del Carroccio nella terra dello “spritz” e’ anche vero che in politica, nel dubbio, si tende ad acchiappare il maggior numero di voti possibili ed alla luce di cio’, parafrasando “le vert galante” Enrico IV (il riferimento al colore verde e’ puramente casuale n.d.r.) “Il veneto val ben una messa”.                                                                               
Diverso, invece, quel che riguarda il Piemonte dove, il supporto dei cattolici, e’ stato determinante per sconfiggere l’uscente Presidente Bresso alla corsa a Palazzo Lascaris. Peccato che, in entrambi i casi, sia bastato un teutonico “sitz”. del “senatur” , all’indomani delle dichiarazioni, per fare tornare a cuccia gli esuberanti discepoli neoinvestiti.                                                                                                                   
Ora che la Padania e’, di fatto, una realta’ politica costituita dall’esito del voto, gli attributi del leader leghista, sicuramente meno “barzotti” di un tempo, vanno a posizionarsi sul tagliere metaforico del suo elettorato più’ secessionista e non puo’ certo permettersi defiances di alcun genere ora che il tanto agognato miraggio federalista non sembra avere più’ ostacoli.                                                                                                    
Chissa’ ,quindi, se quei cattolici che abbondano in memoria Bibblica, deficitando (ahime’) in quella storica, dopo aver dimenticato che i propri paladini erettisi ad assoluti difensori della vita sono gli stessi che si sposavano in rito celtico, promuovendo a divinita’ le acque di un fiume o che plaudivano l’ affondamento di una “carretta del mare” carica di immigrati, saranno rimasti un po’ delusi dall’ immediato cambio di rotta.       
Non mancheranno comunque le occasioni per rimediare…in fin dei conti…basta sempre dire di essere stati “fraintesi”.                                                                                                                                                    
Magari assisteremo ad una rivisitazione piu’ “pastorale” delle ronde dove l’extracomunitario si potra’ picchiare…Ma solo con legno di ulivo…Oppure, per chi preferira’ una risoluzione piu’ “pirica” della questione, giustificandosi come solo un’impareggiabile Fernandel nei panni del celeberrimo Don Camillo sapeva fare: “Signore…Sono pallini piccoli…Da passerotto…”.                                                                   
Fonte: www.vascellocr.it



domenica 21 marzo 2010

La piazza del PDL



Quando l'11 ottobre 2008 andai a Roma per la manifestazione antigoverno, vedi Legge Gelmini e affini, ero incazzato come un toro perchè, da Siena, non partivano bus organizzati dalla sinistra. In contemporanea, c'era la manifestazione dell'IDV in Piazza Navona, ma nemmeno per quella, c'erano passaggi a scrocco. Così, spinto dal mio, fervente, rifiuto per tutto ciò che proviene dall'area silviocentrica, sono ugualmente partito a spese mie (20 € andata, 20 € ritorno). Non li ho certo rimpianti, per la questura eravamo 250.000, per me, un po' di più. Nessuno mi ha dato cestini pranzo, buoni da 40 € ( e pare biciclette, alla "paga Pantalone). Ho mangiato un panino, dopo essere stato a firmare con l'IDV, in una  Piazza Navona da togliere il fiato. Poi, mi sono aggregato al corteo diretto al Circo Massimo. Dopo, discorsi dei vari esponenti. più o meno convincenti. Ma la grande emozione, era la forza con cui i genitori, difendevano il fututro dei loro bambini, contro le assurde modifiche alla scuola. Ora, quest'emozione ritorna nel vedere che, nonostante gli sforzi organizzativi, un "partito di plastica", resta tale; se si prescinde dai ragazzotti fanatici,  (colpevoli solo d'essere cresciuti, con il cervello tenuto nell'imballo originale) dell'area nazi-fascista (la banda suonava Faccetta nera) e quelli innamorati di Berlusconi, che neanche se gli facesse stuprare la mamma da un dromedario, troverebbero da ridire, il corteo è stato un flop. Gente prezzolata, lui coi soldi compra tutti, ma sempre meno gente, accetta soldi che, ustionano le mani e l'orgoglio di chi li tocca. Verrà un giorno in cui , anche le puttane, gli diranno no. Bondi compreso.

venerdì 5 marzo 2010

Lotta alla mafia

Il governo ha assestato un duro colpo alla mafia:
non ha presentato le liste del PDL!



mercoledì 3 marzo 2010

"Il Vascello"

Daniele, come sempre, attento alle problematiche ambientali, particolarmente quando implicano speculazioni ai danni di noi comuni mortali, mi segnala questo articolo pubblicato da "Il Vascello", quotidiano web di Cremona. Questo articolo e  quello seguente (che riguarda la privatizzazione dell'acqua),  trattano temi d'interesse nazionale, se non mondiale. Ma mi fa piacere attirare l'attenzione sugli articoli che riguardano Cremona, perchè le problematiche cremonesi, non sono molto diverse da quelle delle altre città. Ho una fondata speranza che, tramite web, si riesca un giorno ad avere una rete di confronto tra comitati cittadini, tale da rendere impossibile agli amministratori locali, una gestione speculativa della res publica. Fare propri i problemi  dei cittadini di altri comuni, ci aiuterebbe a combattere le nostre piccole e grandi battaglie quotidiane. Non centrano destra e sinistra, i comuni sono comitati d'affari, non sempre puliti. Ci sono molti tentativi in atto in questo senso, ma la strada è ancora lunga e, a molti, non fa piacere che sia percorsa. Cliccate e leggete "Il Vascello" come foste cremonesi, poi raccontemi le vostre impressioni. http://www.vascellocr.it/

lunedì 1 marzo 2010

L'amico del cuore

SHARM EL SHEIKH - Nel deserto della Sirte, dopo aver partecipato in Egitto alla Conferenza per la ricostruzione di Gaza, Berlusconi firma solennemente la "pace" con la Libia di Gheddafi. Accolto a braccia aperte dal Colonnello sotto la tenda, il Cavaliere ha chiesto scusa per le colpe dei colonizzatori e ha invitato formalmente Gheddafi al G8 della Maddalena con tanto di location assicurata per la tenda che accompagna sempre il leader libico. Ora, è la risposta di Gheddafi, le aziende italiane che vogliono investire in Libia hanno la precedenza su tutte le altre, e gli italiani che furono cacciati nel 1970 potranno tornare per lavoro e turismo. L'accordo, già ratificato dal Parlamento italiano, prevede che l'Italia finanzierà la realizzazione di infrastrutture sul territorio libico per una spesa complessiva di 5 miliardi di dollari (circa 4 miliardi di euro) nell'arco di 20 anni. (La Repubblica del 3 marzo 2009)


Gheddafi, elogiando l'operato del premier, ha parlato del «mio amico Berlusconi», «un amico che tutti i libici oggi conoscono dopo le sue numerose visite utili in Libia che hanno spianato la strada al trattato». «Il popolo libico - ha continuato Gheddafi - ha apprezzato moltissimo questa posizione». Il colonnello libico ha elogiato l'Italia «come unico paese ad aver purificato il suo passato dalle politiche imperialiste». Da parte sua, il premier Berlusconi ha dichiarato di aver colto «il frutto di un lavoro di 15 anni», ribadendo «la stima e la profonda amicizia» che lo lega al colonnello Gheddafi, «una persona di grande saggezza». Il presidente del Consiglio ha ricordato «il dolore del popolo libico», «i rapporti difficili» che sono intercorsi tra i due paesi per molti anni. «Ora c'è una pagina nuova, sono felice per la conclusione di questa vicenda», ha sottolineato il capo del governo, che ha dato appuntamento tra circa un mese a Gheddafi all'Aquila, in occasione del G20, nella sua veste di presidente dell'Unione africana.(Il Sole 24 Ore del 10 giugno 2009)

Potrei continuare per pagine e pagine, la letteratura su questo caso non manca. Vorrei sapere se  il "premier" si vanta ancora di questa grande amicizia, oppure ha capito che quelli che sono come lui è meglio evitarli? Nell'incertezza, credo sia conveniente evitare il "premier" stesso, magari evitando di votarlo alle regionali, sempre che si riesca atrovare la lista del PDL. Un partito che non riesce a presentare le liste, forse, non è il più indicato a governare il Paese. Ultime riflessioni, a che gruppo apparterranno le industrie che investiranno in Libia? Sempre che il Colonnello non scopra i miliardi che il Berlusca ha nascosto in Svizzera, altrimenti dichiarerà la Guerra Santa anche a noi italiani. E contro il Corano, non c'è amicizia che tenga!

venerdì 19 febbraio 2010

Ameni ricordi

Voglio far mie le riflessioni di Luca. Sono l'espressione dell'Italia che conoscevo, a cui ero affezionato, l'Italia in cui sono cresciuto, dove l'antifascismo era un valore acquisito. Leggiamo il post di Luca, guardiamo il filmato e riconosciamoci in quei valori, che la lotta partigiana ci ha regalato.



Ultimamente sto cercando di sanare lacune di conoscenza che inesorabilmente si aprono davanti ai miei occhi, e il lavoro è lungo e penoso, perché scopro risvolti storici dei bravi Italiani che anche senza, purtroppo, meravigliarmi, ma facendomi vergognare, sono capaci di far sprofondare il rispetto nei propri simili. Guardo al passato nell'ottica di prevenire il presente e il futuro più prossimo e per questo mi sprono in letture e testimonianze filmate relative al periodo fascista e colonialista in Etiopia e Eritrea tra il 1935-37. Un quantitativo di dati e aberranti realtà di quei fascisti guidati da Badoglio, dal viceré Graziani,  e oggi spesso dimenticati e adombrati volutamente dal dato storico del Mussolini  statista, accusato delle sole cattive compagnie della seconda guerra mondiale. Dovendo continuamente ascoltare fascisti di nuova foggia schernire del proprio passato politico gli ultimi coraggiosi comunisti dichiarati; e per comunisti intendo la gente comune che crede in un ideale e ha creduto nella possibilità di un benessere steso come una coperta calda su ogni uomo, donna e bambino. Qualcosa che penso oggi in molti confondano con la società nella quale affoghiamo, tutti, nel caldo delle nostre insicurezze, privati d'ogni obiettivo e speranza in un benessere comune fatto di diritti che  non sono altro che concessioni. Ricordare  quanto ancora oggi ci dovremmo vergognare e continuare a farlo come sana abitudine. Sapere, essere coscienti, delle vergogne che i fascisti hanno esportato, operando in patria le discriminazioni razziali e gli abusi di un ventennio ancora oggi, e oggi più che mai, sfiorata appena dai cenni di storia nelle scuole. Sono fermamente convinto che, la "brava gente italiana" ,sapendo più del poco che sa non può riuscire a concepire scelte di pensiero e vita come quelle che i più testimoniano in Italia. Ma sono un idealista votato alla sofferenza.
Luca

giovedì 11 febbraio 2010

Quod non fecerunt barbari...

 ...fecerunt berluschini ! Devo ritornare sull'argomento, mi è rimasto sullo stomaco.
 Le esternazioni del sindaco leghista Gentilini, danno un quadro preciso di quelle che sono le opinioni della Lega Nord, in fatto di rapporti con gli omosessuali:



Non credo che tra i sostenitori della Lega, non vi siano dei gay, è statisticamente inverosimile! Ma quello che più mi diverte (l'ho già sottolineato in un post precedente), è questo vantarsi delle cosiddette "radici celtiche".

Vediamo cosa ci racconta Diodoro Siculo (80-20 a.C. ca):

"Benchè le donne celtiche siano graziose, gli uomini non vogliono avere a che fare con loro. Preferiscono di gran lunga, l'amplesso con rappresentanti del loro stesso sesso; giacciono su pelli di animali e vi si rotolano con un amante per parte. La cosa più sorprendente è che non danno alcun peso a dignità e decenza, offrendo anzi il loro corpo senza alcuna inibizione. E non lo ritengono affatto vergognoso, offendendosi addirittura se qualcuno rifiuta gli approcci"
Radici celtiche dei padani e radici cristiane d'Europa. Sono certo che i signori leghisti non sanno di cosa  parlano. Una cosa è sicura, questo è un governo veramente barbaro. Ma se tenere i sudditi nell'ignoranza è il modo migliore di governare, altra cosa è avere degli ignoranti che governano, può essere molto pericoloso.
 

lunedì 1 febbraio 2010

Che po Po di Lega!

I leghisti sono gente strana, sembra che vivano per il federalismo, ma campano coi soldi di Roma Ladrona; sbraitano in continuazione, ma si accucciano come cocker, quando il padrone li sgrida;  si sentono difensori della "Croce", ma vantano radici celtiche; ce l'hanno con i "culattoni", ma se avessero letto Diodoro Siculo, non vanterebbero certo queste radici; vogliono il "Va pensiero" come inno, ma lo sanno che è, un coro di schiavi ebrei?
Una cosa è certa, duro l'hanno sicuramente. Lo sanno quelli che, votandoli, per ora lo prendono nel sottocoda.
L'ennesima contraddizione, ce la  racconta Daniele in questo post:

Le vicende e la tutela del Fiume Po, non possono solamente interessare le città bagnate da questo corso d'acqua ed il nord-italia, infatti il più importante fiume ITALIANO sembra che grazie alla produzione di energia idroelettrica, possa fornire sino al 5% del fabbisogno energetico nazionale.
Inoltre anche per la salvaguardia del fiume, erano stati stanziati appositi fondi (per la precisione ben 180 milioni di € già approvati dalla delibera del Comitato Interministeriale della Programmazione Economica con i fondi FAS - Fondo Aree Sottoutilizzate).
Tutto ciò comunque è destinato a rimanere una chimera, in quanto le risorse destinate al Fiume sono state "tagliate" (per essere dirottate ovviamente altrove) dall'attuale compagine governativa, con buona pace dei leghisti, i quali annualmente si ritrovano a Pian del Re (dove si trovano le sorgenti del Po) perchè il Po come dicono i "rivoluzionari in camicia verde" fa parte del DNA della Lega; comunque un plauso alla loro coerenza, ancora per una volta Alberto da Giussano, dopo aver brandito a lungo la spada, ripone la stessa ancora per una volta nel proprio fodero.
Alla luce di quanto sopra è comunque interessante andare a rileggersi cosa Bossi (in compagnia del fido Castelli) dichiarò qualche mese fa durante un sopralluogo sul fiume.                          


Daniele

sabato 30 gennaio 2010

Res publica ?


L'Italia è una Repubblica fondata sul.... ma, l'Italia è ancora una Repubblica?
Questa situazione, mi stà riconciliando col viola. Non è mai stato il mio colore preferito, primo per la Fiorentina e poi essendo un frequentatore di teatri, per ovvi motivi. Ma questo viola mi piace, tende molto  più al rosso che all'azzurro.

mercoledì 20 gennaio 2010

L'Italia, ritroverà la ragione?

Mai avrei pensato in vita mia, di dover appoggiare un partito fondamentalmente di destra o quantomeno di coloro che qualche anno fà, avrei definito "benpensanti, piccolo borghesi".  Che in Italia, sia rimasta solo l'IDV a difendere i valori della legalità, mi sembra aberrante. Ma così è!

Oggi è stata scritta un altra pagina vergognosa nella storia di questa, presunta, maggioranza. Il Senatore Li Gotti (e si può scrivere Senatore, senza dover vomitare) pubblica sul sito del suo partito l'intervento di oggi al senato, leggetelo, merita.