"...per comunisti intendo la gente comune, che crede in un ideale e ha creduto nella possibilità di un benessere steso, come una coperta calda, su ogni uomo, donna e bambino." Luca B.

martedì 15 novembre 2011

Andiamo oltre

Se n'è andato! Il pedoporconano si è dimesso, ma non è finita come avrei voluto. Mi sarebbe piaciuta l'Auto da fè, con tanto di quemadero fumante. Peccato, è andata così!
Ora, rimosso (per il momento) questo cancro della democrazia, c'è poco da festeggiare. Una battaglia è vinta, ma la guerra è ancora lunga. È il momento di aprire gli occhi e guardare al di fuori di questi, limitanti, confini italiani. È sorto un organismo europeo, che deve attirare il nostro interesse. Ne parla Monia Benini su Il Punto TV. È un video piuttosto lungo, ma vi prego di seguirlo fino in fondo, così saprete come investire 125miliardi di Euro, provenienti dalle italiche tasche.  


mercoledì 9 novembre 2011

Droga negli studi

Avete sentito la notizia? Chi l'avrebbe mai detto? Io pensavo che, almeno il mondo dello spettacolo, fosse estraneo a questa piaga. Povero innocente, m'ingannavo.

Droga negli studi di Mediaset In arresto tredici spacciatori

Cocaina e hashish negli studi di Mediaset. In manette tre tecnici che spacciavano negli uffici: "Una rete conclamata e ripetuta nel tempo". L'azienda è parte lesa

di Sergio Rame – Da " Il Giornale" dell' 8 novembre 2011, 14:24

Cocaina e mondo dello spettacolo. Ma se gli spacciatori sono dipendenti della stessa emittente televisiva, ecco che il mix diventa a dir poco esplosivo. Proprio questa mattina sono scattate le manette per tredici persone, arrestate dai carabinieri del nucleo investigativo di Milano.
Nell’ambito dell’inchiesta sullo spaccio di droga sono state effettuate ben dodici ordinanze di custodia cautelare in carcere e un arresto in flagranza di reato. Di questi tre sono dipendenti degli uffici Mediaset di Cologno e Segrate.
"Si trattava di una rete di spaccio al minuto, gli arrestati si procuravano la droga all’esterno, cocaina e hashish, per poi spacciarla anche all’interno degli uffici Mediaset", spiega Antonino Bolognani comandante del nucleo investigativo dei Carabinieri di Milano. A detta degli inquirenti Domenico Molle, milanese già arrestato per spaccio nel '98, e Damiano Foschi, entrambi dipendenti Mediaset nei reparti tecnici, avevano messo in piedi una vera e propria rete di spaccio all’interno "conclamata e ripetuta nel tempo". Nicolò Ghinzani è stato, invece, sorpreso con 60 grammi di hashish nel suo ufficio: per questo è stato arrestato in flagranza. Anche altri due colleghi dello stesso laboratorio tecnico sono stati segnalati, ma non indagati, per l’acquisto della droga.
I tre gestivano il proprio giro di spaccio in modo autonomo: si rifornivano di sostanze stupefacenti all’esterno e la portavano in ufficio. "Lo spaccio - hanno spiegato oggi gli investigatori - avveniva con grande sistematicità, era conclamata e continuata nel tempo". L’operazione, partita circa un anno e mezzo fa, è parte di un’indagine antidroga molto più ampia, scattata nel 2009 dalla Dda milanese. Una operazione che non è ancora stata conclusa. Tanto che l’attività dei tre tecnici proseguiva almeno da alcuni mesi. L’azienda è, invece, risultata estranea ai fatti. Anzi, adesso è considerata parte lesa. Gli altri dieci destinatari delle ordinanze sono tutti pusher italiani attivi a Milano e nell'hinterland

Credete che ne approfitti e dica, che è colpa di Berlusconi? No, niente del genere.
Si sà, che i suoi festini, sono cene per educande e che, queste cose, non lo sfiorano.
Però, ora capisco, come mai vanno in onda il "Grande Fratello" e Maria  De Filippi.
Non è pensabile, che persone in grado d'intendere e di volere, possano arrivare a tanto.
Pensate un po', che giro di droga ci deve essere alla RAI, per mandare via Santoro e la Dandini.
Ma il più strafatto di tutta la TV italiana, è quello che ha avuto il coraggio, di mandare in video "l'elefantino profeta", Giuliano Ferrara.
I dati auditel di ieri danno Ferrara al 17,2% (ma a volte è arrivato all'8%), quando anche Pupo (e dico Pupo!), coi pacchi di Affari Tuoi, arrivava quasi al 33%, con circa nove milioni di ascoltatori. Forse, più che essere drogati, nella RAI deve comandare il buon Tafazi.

E il peggio deve ancora venire!  clicca

lunedì 7 novembre 2011

Comunicato C.A.R.C.

Ogni  volta che ricevo una comunicazione dai movimenti di sinistra ho la tentazione di pubblicarla, ma molte volte mi trattengo per via della, eccessiva, lunghezza dei testi. Questo "difetto", la sinistra, l'ha sempre avuto. Basti pensare a quelle interminabili pubblicazioni ciclostilate degli anni '70 che, anche i più devoti militanti, facevano finta d'aver letto integralmente. A volte mi suonano alla porta per vendermi un, non meglio identificato, "Giornale Comunista"; a parte che rispondo sempre d'andare a venderlo a Berlusconi, perchè i miei soldi li ha lui, ma anche lo comprassi, non avrei voglia di leggerlo, sono paginate fitte di paroloni di una sinistra intellettualoide, che si potrebbero tradurre in poche, chiare, parole.
Comunque, in questa occasione (come in altre passate), pubblico il comunitato dei C.A.R.C., a mio rischio e pericolo, perchè, come sapete, siamo in uno stato di Polizia, che vede come il fumo negli occhi, qualsiasi frase non allineata al berluconismo.


Comunicato del 06.11.2011
Le stragi del maltempo non sono una fatalità, ma il frutto della criminale indifferenza delle Autorità pubbliche per la sicurezza e la salute delle masse popolari!
Usare soldi e risorse per mettere in sicurezza il territorio anziché per soddisfare la brama di soldi degli speculatori, delle banche e dei ricchi! Questo deve fare un’autorità pubblica degna di questo nome!
Ogni volta che piove l’Italia si sgretola, il territorio frana, i fiumi esondano, le città diventano trappole mortali. Se piove più del solito, oltre ai danni, il maltempo si lascia alle spalle una scia di morti: sono 19 solo negli ultimi 20 giorni. A Genova, nelle Cinque terre, in Lunigiana, a Roma, a Napoli.
Non è vero, come sostengono oggi il sindaco di Genova e il Presidente della Regione che “ha piovuto così tanto che non c’è prevenzione che tenga”. Giocano allo scaricabarile!
“Gli enti locali non hanno i soldi per realizzare le opere di manutenzione e cura del territorio”. In Liguria come nel resto d’Italia di soldi ne vengono spesi a palate, ma per far ingrassare gli amici degli amici con opere inutili, con speculazioni, con piani regolatori fatti per garantire gli interessi dei privati contro l’interesse comune, con deroghe alle leggi sull’urbanizzazione e la tutela dell’ambiente e del territorio, con compensi d’oro ad assessori, consiglieri, collaboratori, dirigenti e manager vari. Anziché parlare di lana caprina, le Autorità locali dicano pubblicamente quanti soldi sono stati spesi per la cura del territorio, come sono stati spesi e quando.
“E’ colpa del governo centrale che ha tagliato i fondi”. Certo che il governo centrale ha precise responsabilità, tanto grandi ed evidenti che nessun esponente interviene apertamente sull’argomento, dopo che il Ministro Matteoli è scampato a un’aggressione da parte dei cittadini proprio in Lunigiana, a fine ottobre. Quindi è ora che le amministrazioni locali disobbediscano ai Patti di Stabilità, alle imposizioni, ai traffici, agli inciuci che il governo impone su come spendere i soldi (e magari anche sulle ditte a cui appaltare i lavori)!
“I cittadini non hanno rispettato lo stato di allerta”. Lo stato di allerta… ma le amministrazioni locali, oltre a dichiarare lo stato di allerta, possono ordinare la chiusura di scuole, uffici e negozi, interdire il traffico, organizzare e gestire piani di evacuazione, ecc. Perché hanno aspettato che sei persone fossero uccise per prendere misure adeguate alla situazione?
Il governo del paese è in mano a gruppi di potere che decidono secondo i loro interessi (a volte unitari, a volte contrastanti persino gli uni con gli altri). Hanno deciso di andare fino in fondo con la TAV (o almeno di provarci!) e hanno fatto diventare il cantiere di Chiomonte una zona di interesse strategico nazionale (una zona militare a tutti gli effetti, come se non bastassero le migliaia di poliziotti che occupano la Val di Susa). Stanno avviando i lavori per la realizzazione dell’Expo a Milano, nel 2015, un’altra opera della vergogna che costa centinaia di milioni di denaro pubblico che finisce nelle tasche di Comunione e Liberazione, della Compagnia delle Opere, del “partito del cemento” e dei palazzinari (Cabassi, Ligresti, ecc.), delle organizzazioni criminali. Tutto questo nello stesso momento in cui, per qualche giorno di pioggia, il paese è in ginocchio.
Crisi ambientale, crisi economica e crisi politica: le risposte che la borghesia riesce a dare sono una combinazione di misure antipopolari e fatalismo… “speriamo che la crisi finisca!”, “speriamo che non piova troppo”, “speriamo che le cose migliorino” e intanto governo e autorità finanziarie varano manovre di lacrime e sangue, che in nome del “risanamento dei conti pubblici” tagliano le spese per la manutenzione del territorio, cancellano diritti e tutele, eliminano servizi pubblici, spingono milioni di persone nella miseria e ne condannano centinaia di migliaia a morire.
Insieme alla solidarietà alle popolazioni colpite, insieme al cordoglio per le vittime innocenti, fra cui due bambine, la rabbia e la frustrazione devono e possono trasformarsi in mobilitazione costruttiva, in lotta, in lotta politica per togliere la direzione del paese a questa banda di criminali.
Centinaia di migliaia di disoccupati, inoccupati, cassintegrati possono dare il loro contributo al risanamento e alla messa in sicurezza del paese. C’è bisogno del lavoro di tutti! Un governo di emergenza popolare può e deve valorizzare le enormi forze che i padroni immobilizzano e disperdono: nessun lavoratore deve essere licenziato, assegnare a ogni adulto un lavoro utile e dignitoso!
Centinaia di aziende che i padroni chiudono o delocalizzano possono essere coinvolte in un piano straordinario per ricostruire il paese: nessuna azienda deve esse chiusa, assegnare a ogni azienda compiti produttivi utili secondo un piano nazionale, eliminare le attività e produzioni inutili o dannose per l’uomo o per l’ambiente assegnando alle aziende altri compiti!
Le ingenti risorse pubbliche che la banda di affaristi, parassiti e corrotti che governa il paese ha destinato alle speculazioni, alle grandi opere inutili e dannose, alla cementificazione del territorio, a ingrassare gli amici degli amici devono essere destinate a un piano generale straordinario per il lavoro e la ricostruzione del paese.
Ci sono milioni di metri quadri di territori da risanare, da mettere in sicurezza, centinaia di chilometri di fiumi da bonificare e ripulire, argini da rafforzare, boschi da curare, montagne da riassestare, abitazioni ed edifici da ristrutturare, reti dei servizi da ammodernare e infrastrutture da potenziare.
Non vogliamo più piangere morti innocenti di stragi annunciate. I morti per il maltempo sono le vittime di una guerra non dichiarata che produce ogni anno altre decine di migliaia di morti e centinaia di migliaia di invalidi solo nel nostro paese: sono le vittime della malasanità, del lavoro, dell’incuria e del degrado, dell’inquinamento, della devastazione ambientale.
Una mobilitazione generale e straordinaria per cacciare la classe di parassiti e speculatori che governa il paese e amministra gli enti locali.
Una mobilitazione generale e straordinaria per costituire un governo di emergenza popolare per risanare e ricostruire il paese.
Chi può farlo? Le grandi organizzazioni operaie (la sinistra sindacale, la FIOM i sindacati di base), le organizzazioni popolari (la rete per l’acqua pubblica, i movimenti per i beni comuni, le associazioni democratiche e ambientaliste, quelle contro le nocività) hanno il seguito, le forze, le strutture e le intelligenze necessarie. Devono assumere il coraggio e la responsabilità di promuovere l’organizzazione e la mobilitazione necessarie a cacciare i politicanti, i mafiosi, i corrotti dalle stanze del potere, nazionale e locale, e formare un loro governo di emergenza.
Proprio in questi giorni cade il 94° anniversario della Rivoluzione d’Ottobre, la mobilitazione straordinaria che ha portato la classe operaia e le masse popolari della Russia a prendere il potere, a iniziare a scrivere un capitolo nuovo della storia dell’umanità.
Era in corso, 94 ani fa, la prima crisi generale del capitalismo, le condizioni generali erano simili a quelle attuali. Anche 94 anni fa il mondo era nel caos, alle prese con la guerra imperialista (lo sbocco e la soluzione “naturale” con cui la borghesia “esce dalla crisi”). I popoli del mondo erano di fronte a una grande occasione di cambiamento che le masse popolari della Russia, guidate dal partito bolscevico, hanno colto, avviando la prima ondata della rivoluzione proletaria mondiale, il più ampio, esteso, generale salto in avanti, verso il futuro, compiuto in massa dall’umanità.
Oggi la crisi è la stessa, solo innumerevoli volte più grave e potenzialmente distruttiva in virtù dello sviluppo dei mezzi di produzione, della connessione di tutti i paesi del mondo tra loro, dell’inquinamento e del saccheggio dell’ambiente oramai giunti a un livello tale da mettere in pericolo la sopravvivenza della specie umana. E la soluzione è la medesima: uscire dalla crisi uscendo dal capitalismo e instaurando il socialismo, un nuovo e superiore sistema di relazioni tra gli uomini in cui l’intesa, la pianificazione e la decisione collettiva prendono il posto del denaro, del profitto, del mercato. Questo è l’altro mondo possibile e necessario!





venerdì 28 ottobre 2011

Procolo di Bologna

Vi sono diversi martiri che rispondono al nome di Procolo. Il più famoso è San Procolo da Verona, noto più per gli affreschi di Naturno (BZ), che per il suo martirio. Infatti, quest'omino, raffigurato nell' atto di fuggire dalla prigionia, è una delle rappresentazioni più importanti dell'VIII-IX secolo (vedi foto). Il Procolo che interessa  a noi, però, è San Procolo da Bologna. Questo martire, paleocristiano, appartiene alla "famiglia" dei santi cefalofori; ossia di quei martiri, che una volta decapitati, se ne vanno solennemente in giro con la propria testa tra le mani e si fermano, unicamente, nel luogo dove decidono di essere sepolti. A questa categoria appartengono tantissimi santi martiri, tra i quali ricordo i tre toscani più importanti: San Crescenzio da Siena, San Regolo, San Miniato da Firenze. Il San Procolo Bolognese, fu decapitato nei pressi della porta che prese il suo nome, Porta Procula, poco fuori dalla cinta muraria di epoca romana. Secondo il Martirologio Romano e anche secondo quello Geronimiano, Procolo si festeggia il 1° giugno, che si presume essere il giorno del martirio. Non sappiamo quale passio, si debba riferire a questo Procolo; ne esistono due versioni, che nel tempo si sono riferite allo stesso Santo. Secondo la prima, Procolo era un soldato romano convertito al cristianesimo che, deciso ad uccidere il governatore della Bononia romana, fu scoperto e ucciso. La seconda versione, parla di un siriaco, divenuto vescovo di Terni, che fuggì fino a Bologna ed ivi, fu decapitato. In tutti i modi, come cadde il capo, lo raccolse e s'incamminò verso il centro della città, fermandosi nell'attuale Via D'Azeglio circa all'angolo con la medioevale Via San Procolo. In questo posto gli venne eretta una chiesa, in cui ancora riposano le sue smenbrate ossa. Pare che le cose non siano andate esattamente così, è più probabile che i resti di un martire di nome Procolo, siano stati rinvenuti insieme a quelli di altri martiri, tra cui Felice, nelle dissepolture che vennero fatte, in diverse occasioni, nella zona dei Santi Vitale e Agricola, intorno all'attuale Via San Vitale. Al nascente culto del vescovo Petronio, i benedettini del X-XI secolo, contrapposero il culto di Procolo, al quale nel frattempo era stato intitolato tutto il rione col nome di "Quartiere di Porta Procula" . Questo era uno dei quartieri medievali di Bologna. Gli altri erano: Porta Stiera, Porta Piera e Porta Ravegnana. Non mi soffermo, adesso, sulla divisione dei quartieri che occuperebbe ben ampi spazi. Torniamo al nostro Procolo ed al motivo per cui ne ho parlato. Sapevo dell'esistenza di una lapide, posta sul muro della chiesetta di San Procolo, che recitava uno scioglilingua in latino. Me ne aveva parlato un amico, latinista, senese. In venticinque anni di vita trascorsi in terra felsinea, non l'avevo mai vista. Alcuni giorni or sono durante una visita a Bologna, necessaria per disintossicare la mente dagli impegni quotidiani e lenire la scomparsa del mio cane, l'ho fotografata. La lapide dice: "SI PROCUL A PROCULO PROCULI CAMPANA FUISSET NUNC PROCUL A PROCULO PROCULUS IPSE FORET". La traduzione letterale che se ne ricava è la seguente:"Se Procolo fosse stato lontano dalla campana di Procolo ora Procolo sarebbe lontano da Procolo" Il bisticcio di parole, pare si riferisca ad uno studente dello "Studio Bolognese", di nome Procolo, il quale, fu colpito a morte dalla campana di San Procolo, forse staccatasi dai perni e piombata al suolo. Lo studente fu quindi sepolto nella chiesa stessa. Allora: "Se Procolo (studente) fosse stato lontano dalla campana di San Procolo, ora lo studente Procolo sarebbe vivo lontano dalla chiesa di San Procolo". Una curiosità, che a più di seicento anni di distanza, risulta ancora gradevole. Quante volte ho citato il termine  Procolo o simili, compresa quest'ultima? 33 (neanche l'avessi fatto apposta)  che, su poco più di seicento parole, non è poca cosa.

venerdì 14 ottobre 2011

Folli, sempre folli, fortissimamente folli...



...chi? Chi vota Lega, intendo! Così, abbiamo scomodato anche l'Alfieri.

Da un po' di tempo sono piuttosto occupato, non ho molte occasioni per dedicarmi al blog...(ho sentito un: "Meno male!"). Accolgo, perciò, con immenso piacere, il post che mi ha inviato Daniele, attento intenditore della Cucina, con la "C" maiuscola e attento conoscitore della lega, con la "l" minuscola.
La sua riflessione, segue un articolo pubblicato su Cremona Oggi, che vi invito a leggere:Nuova bufera sulla Giunta


L'emblema della meritocrazia, insieme alla Gelmini.



Intanto rilancio il Quiz dell'altra volta: " Sarà vero che, il simbolo della Lega, è proprietà di Berlusconi?"

Vi do un aiuto: 
per un terzo  era di Bossi, per un terzo di sua moglie, per il terzo rimanente era di Giuseppe Leoni, un altro leghista. Adesso, non è più loro? 
Indagate, amici leghisti, indagate.




 Roma ladrona opss


Un'altra  "chiccha" risulta essere "l'impresa" del deputato della Lega Raffaele Volpi, diretto all’incontro con il Sindaco di Cremona per un vertice di maggioranza (o pseudo tale, anche qui sono un cadavere in putrefazione) in quanto commisario della sezione della Lega di Cremona. Il buon Volpi, sabato 8 u.s. si è recato in auto blu presso il Comune, scendendo proprio davanti all'ingresso di Palazzo Comunale; fin qui tutto normale, peccato che per giungere in loco l'abbia fatto con lampeggiante acceso transitando proprio davanti al Battistero, muovendosi tra le bancarelle del mercato (di sabato ed affollatissimo), e lambendo gli stand (operanti) della Festa del salame che si teneva quel fine settimana, provocando disagi e quant'altro si possa immaginare.
Per completezza d'informazione: l'isola pedonale, ovvero il limite sino a dove poteva giungere con l'auto, era posto 100 mt. prima; da quanto pare non sembra che Volpi sia affetto da poliomelite o da altre circostanze che ne impediscano la deambulazione, in quanto dopo essere sceso dall'auto, si è recato con baldante andatura presso un bar poco lontano a prendere un caffè.
Non è questo un reato, è soltanto l'ennesima presa per il culo di un movimento che fa la rivoluzione a parole, ma si prostra sempre ai voleri del capo (rendendo di fatto il celodurismo leghista un concetto astratto) e si comporta come - se non peggio - dei tanto vituperati democristiani...
(mai avrei pensato sotto certi aspetti di rimpiangerli)

Ciao D.

mercoledì 5 ottobre 2011

Smentisco tutto

Ve ne siete già accorti, vero? Wikipedia è oscurata. Ha attuato questa forma di protesta, in nome della libertà. Solidarietà da parte mia a Wikipedia, ma solidarietà da Wikipedia a tutti gli italiani che si trovano impantanati, ogni giorno di più, da questo "governo del fare". Ogni minuto che passa al governo, il sig. Berlusconi, ci costa un'esagerazione, sia in soldi, che in credibilità.  Tremonti, che Dio lo fulmini, ha passato tutta la giornata, a smentire d'aver detto l'unica cosa saggia della sua vita. Sì, perchè il genio della finanza che, fino a qualche tempo fa, faceva il commercialista, ha detto che la Spagna stà meglio di noi, perchè Zapatero ha dato le dimissioni.  Penso che il parallelo tra lo Zap ed il suo signore e padrone, sia abbastanza evidente. Lui dice che è stato frainteso; una novità! In questo governo, le smentite arrivano pochi secondi dopo le dichiarazioni. Purtroppo, non smentiscono le porcate che fanno, tra cui la "Legge bavaglio". Di Pietro ci aveva avvertito, che i colpi di coda del caimano, sarebbero stati mortali.
Bene!
Ovvio, che con una legge come questa, non parlerò mai più male di nessuno.

Anzi, intanto, comincio a pubblicare le smentite:

"Tra le rose e le viole, anche Silvio ci stà bene.
Noi vogliamo tanto bene, al Governo Berlusconi!
Evviva il Governo Berlusconi! "


Quiz del giorno:
"Sara vero che, il simbolo della Lega, è proprietà di Berlusconi?"
Mandate la risposta ai vostri amici leghisti, così sapranno perchè non cade il governo.

giovedì 29 settembre 2011

Ci risiamo coi blog

Ricevo e pubblico. Non so se servirà a qualcosa, ma ormai bisogna provarle tutte. Siamo governati da persone indegne che tentano in tutti i modi di imbavagliarci. Le stesse persone che anno salvato le chiappe al "ministro" (barf!) Romano. Mentre sto scrivendo ascolto il Tg3 dove c'è Quagliariello che stà difendendo il governo, come sempre, con i soliti argomenti, come un mantra: il debito pubblico ereditato, il decreto sullo sviluppo, la persecuzione del premier... Sono stanco di sentire queste cazzate.

Firmate e speriamo che finisca quet'agonia.

Ebbene si', abbiamo un modo per disinnescare il nuovo tentativo di estendere a tutti i "siti informatici" compresi blog e siti amatoriali, la rigida regolamentazione della carta stampata in particolare relativamente all'obbligo di rettifica.
Firma per chiedere ai tuoi deputati di sostenere gli emendamenti che disinnescano il comma "ammazza-blog": www.agoradigitale.org/emendamentisalvablog
L'iter del famoso comma "ammazza-blog" è ripreso assieme a quello del ddl intercettazioni in cui è contenuto e, se approvato, prevederà che qualsiasi persona pubblichi testi in rete, anche in modo amatoriale e per ristrette cerchie di amici, possa ricevere una richiesta di rettifica quando tali contenuti siano ritenuti scomodi da qualcuno. In caso di mancata pubblicazione della rettifica entro due giorni, scatterà una sanzione fino a 12.500 euro. Facile ipotizzare la possibilità di utilizzare in modo intimidatorio tale strumento: qualunque cittadino scriva in rete, non avendo un giornale organizzato con struttura legale disposta a difenderlo, sarà certamente spinto ad accettare richieste di rettifica anche se ritiene di aver scritto fatti reali, attuando cosi' una forma di autocensura per non incorrere nella sanzione.
È fondamentale restare lucidi e assumerci la responsabilità di percorrere tutte le strade che, nel caso di approvazione della legge, quantomeno evitino la desertificazione del web italiano. Cio' è possibile perchè, assieme all'iter sul provvedimento iniziato alla Camera nel luglio 2010 e poi sospeso in seguito alle forti pressioni contrarie, rientrano in gioco anche tutti gli emendamenti che erano stati presentati oltre un anno fa.
Ebbene 26 parlamentari (qui i nomi) di PD (8), Radicali (6), UDC (5), PDL (3), IDV (2) e Gruppo Misto (2) hanno presentato alla Camera ben 7 diversi emedamenti (leggili qui) che in vario modo cercano di limitare ai soli contenuti professionali ed in particolare alle testate registrate la validità del comma incriminato.
Si tratta di un tesoro inestimabile, tanto più per il fatto di avere una caratterizzazione bipartisan. Attorno ad esso abbiamo la possibilità di raccogliere la disponibilità di chi non vuole aggravare l'anomalia informativa italiana.
Qualsiasi parlamentare può, fino al momento della votazione, apporre la sua firma su tutti o solo alcuni di questi emendamenti, se li ritiene condivisibili.
Vogliamo provare a portare gli attuali 26 firmatari verso i 316 della maggioranza necessaria all'approvazione di tali emendamenti alla Camera?
Invieremo a tutti i deputati la richiamesta di modifica assieme a tutte le firme.
Luca Nicotra
Segretario dell'Associazione Agorà Digitale
Tel: (+39) 0668979271



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